marciapiede
mar·cia·piè·de/
sostantivo maschile
- 1.Parte della sede stradale riservata al transito dei pedoni, per lo più ai lati della strada e a livello più o meno sopraelevato."camminare sul m."
sembrerebbe tutto molto chiaro. ma ai milanesi non lo e' affatto. dopo un anno e mezzo di permanenza, ho realizzato che evidentemente il milanese non e' in grado di camminare. muove le chiappe del culo unicamente nelle palestre, tutte affollate come l'olimpica quando c'e' la partita, o nelle piscine, assimilabili a tonnare. in effetti il milanese medio, soprattutto se donna, e' piu' secco di una scultura di giacometti. ma camminare no, vade retro. il marciapiede milanese e' invece riservato al transito di, nell'ordine: macchine (non solo nel senso di macchine parcheggiate, bensi' macchine che percorrono decine di metri per cercare parcheggio), motorini, biciclette di gente che ti si appiccica al culo e ti suona pure il campanello se non ti sposti, monopattini e, i miei preferiti, mezzi di trasporto hipster assortiti, nella cui scelta il milanese dimostra tutta la sua immaginazione: oltre alle suddette bici, sul marciapiede e' normale vedere orde di yuppies in monopattino, segway, segway board (coso di cui non conoscevo neanche l'esistenza, in effetti il nome me l'ha svelato google or ora: una pedanina con due ruote e basta, ancora non mi sono convinta appieno che non violi qualche legge fondamentale della fisica), skateboard e pattini per i piu' scafati, ci mancano il salterello e la pallona rimbalzona della mia infanzia ma credo che non tarderemo. che insomma io mi chiedo, lo fanno per motivi di ottimizzazione tempo o perche' fa figo (evidentemente il concetto di figo e' fortemente dipendente dalla latitudine, a roma se vai in giro in giacca cravatta e monopattino quantomeno te menano)? e soprattutto, quando sei arrivato a destinazione, il monopattino dove te lo ficchi? nella ventiquattr'ore? ai posteri l'ardua sentenza.
da pedona irriducibile e camminatrice fanatica, io odio ferocemente tutte queste categorie, ed e' in effetti un miracolo come io non sia ancora morta in una rissa da strada con qualche marciapiedista abusivo. pero' devo fare una confessione: l'altro giorno da decathlon ho visto per caso le scarpe che quando ero bambina io non esistevano ed ho sempre invidiato tantissimo agli odierni infanti, quelle con le rotelle a scomparsa nel tacco, numero 38, ed ho sentito la mia integrita' pedonale andare giu' per lo scarico del cesso con una musichetta deliziosa...