Saturday, September 1, 2018

toscana bel suol d'amore

toscana, esterno giorno, persi nel preappennino.

io: scusi, signore oriundo, il paesino xy è su dritti di qua?
signore oriundo: beh, dritto.. ci sò le hurve.

sipario.

Wednesday, July 5, 2017

la sindrome del saggio: il fotoracconto del piffero

da un paio di saggi di pole a questa parte, nonostante io sia di quelli che mai rotto nessun osso non mi ammalo mai maiavutocarieinvitamia, mi capita sempre qualcosa di teribbile teribbilissimo che mi impedisce di fare il suddetto saggio spedendomi quantomeno al pronto soccorso. questa volta, per l'esattezza, a 3 pronti soccorsi: meglio abbondare. che uno quasi quasi sarebbe tentato di pensare che qualcuno, invidioso della mia bravura, conficchi spilli in bamboline voodoo col frangettone. ma siccome, diciamocelo, sono una mezza sega, abbiamo al momento escluso questa possibilita'.
a 'sto giro e' cominciato tutto notando al risveglio una punturina d'insetto(1) che prudeva un pocolino vicino l'occhio. per il resto, lasciamo parlare le immagini.


(1) piu' probabilmente si e' trattato di un rinoceronte

Wednesday, March 8, 2017

storia della giornata a cui e' mancata solo l'adduzione aliena

a chi mi ha chiesto in questo periodo come mai non stessi piu' scrivendo, ho risposto che non mi era successo nulla di degno di nota. tranquili rega', abbiamo recuperato tutto in una botta sola. ma andiamo con ordine.

allora, ieri dovevo essere assolutamente alle 3 del pomeriggio in un certo paesino toscano de mi corazón, detto paesino brilla, oltre che per pace e bellezza, per irragiungibilita' in treno, ma per una incredibile congiuntura astrale l'altro ieri sera dovevo ritirare la mia nuova macchina usata (si' lo so, qua tra smartphone e auto di proprieta' mi mancano solo la televisione e i baffi e divento proprio mainstream, con la vecchiaia mi sto rammollendo). insomma, ieri mattina ci carichiamo sulla piccola ibrida e partiamo. a 70km da milano, mentre superavo tra grandi diti medi eserciti di camionisti per arrivare prima possibile, la macchina inizia a suonare ed il cruscotto ad accendersi che manco un albero di natale. riesco ad accostare in un'area di sosta e provo a riaccendere la macchina. morta.
allibita, chiamo i tizi che me l'hanno venduta, che contattano un carro attrezzi, che tempo 2 minuti (tictac-tictac), appare all'orizzonte, e mentre io penso e la madonna che efficienza, ne scende un carrattrezzista 190enne che dice, ragazzi, mi sono perso, dov'e' l'uscita per fiorenzuola? ah quindi non e' qui per noi? no no, pero' vi do una mano. dov'e' la chiave dell'accensione? eh, non c'e'. ah ok, pero' passami la chiave, senno' non posso fare niente. ehm guardi, c'e' il pulsante, vede? carino, ora dammi la chiave. insomma a un certo punto ce ne liberiamo, quand'ecco arriva una pattuglia. ragazzi serve una mano? gia' fatto grazie. ah ok, patente e libretto. i tipi scompaiono dentro la volante con i miei documenti dove passano 7 minuti o'clock (tictac-tictac) con facce scure e mani nei capelli. quando ormai mi vedevo gia' ar gabbio (sono campionessa regionale di coda di paglia), tornano, tutto a posto signo', puo' andare, ah gia' non puo', aspetti pure qua. mezz'ora dopo (ore 11:30, tictac-tictac) arriva il carro attrezzi guidato da un enorme ragazzone roscio che dopo 20 telefonate con i miei macchinivendoli per chi paga chi non paga, dice raga' io vi porto all'assistenza toyota piu' vicina, ovvero parma, che pero' sara' chiusa per pranzo (tictac-tictac). arriviamo all'assistenza che a piedi facevamo prima, e il roscio ci annuncia al tipo che stava chiudendo la saracinesca. ah ma noi qui non facciamo piu' le riparazioni. come no? no, le spiego come arrivare al posto, e' pratico di parma? no, ah ok, allora la prima a destra la seconda a sinistra la quarta a destra, alla rotonda prende la terza e toglie il numero che ha pensato, fa tre km, passa l'area industriale, poi arriva al bar di pippo quello che fa la piada bona, e poi dopo 2 km.. insomma miracolosamente e dopo esserci persi varie volte troviamo il posto e roscio scarica noi e cadavere ibrido nella desolata zona industriale, davanti al capannone chiuso, circondato da rotolanti balle di fieno. aspetta che ti riaspetta, apre l'assistenza (ore 13:45, tictac-tictac) e gli angeli con la tuta prendono in carico la paziente da cui ho fatto in tempo ad estrarre i panini con la frittata, dandoci di quando in quando notizie contradditorie sul suo stato e sorbendosi ogni 25 telefonate al minuto dei macchinivendoli in subbuglio, tanto che alla fine angelo con la tuta ha invitato a cena macchinivendola. nel frattempo facciamo un giro nella ridente periferia di parma, dove le macchinette di merendine offrono-lo giuro- spicchi di parmigiano, e circa alle 7 di sera ci viene restituita l'ammiraglia con rattoppo in grado di arrivare a milano per essere tirata in fronte ai macchinivendoli.

morale della favola: se ti viene a prendere il carro attrezzi, non paghi l'uscita dell'autostrada.

(che poi il tutto farebbe pure abbastanza ridere, se non fosse che io ieri alle 3 in toscana volevo proprio proprio esserci e invece non c'ero. vi abbraccio forte, mie belle, ci vediamo presto <3 )

Thursday, December 22, 2016

ne uccide più la festa aziendale che la spada

i giorni prima di natale uno sta sempre incasinato, e se non c'ha casini se li crea dal nulla.
io dovevo affrontare un mostro bifronte: la festa aziendale open bar una data sera e il saggio di pole e cerchio aereo la sera dopo. in effetti sospettavo fin dall'inizio che fossero eventi scarsamente compatibili. che poi la festa aziendale era a tema anni '90, e uno dice: eddai io c'ero, come mi vestivo io negli anni '90? a giudicare dalle foto d'epoca, di merda. alla fine daje e daje ho optato per un vestito che a vederlo uno pensa e che c'entra con gli anni '90? in effetti lo e' lui ipso, nel senso che mi accompagna fedelmente dall'estate '95 o '96 (il carbonio 14 non e' stato molto preciso al rispetto). volevo abbinarci un collarino nero, che grazie al cielo (festaziendalmente parlando) sono tornati di moda, quindi non sembrava un'impresa complicata. solo che nel frattempo hanno cambiato nome, come i pantacollant-> leggings, che se chiedi in un negozio dei pantacollant ti mandano da brico. il collarino ora si chiama choker. l'ho imparato cercando su google in ufficio 'collarino'. non fatelo.
'nzomma, tra una commissione natalizia o outfittistica (credete che una festa aziendale o un saggio di pole tra maggiorenni siano questioni di facile organizzazione? sbagliato sbagliatissimo) e l'altra sono riuscita ad arrivare viva al giorno della festa aziendale, per la quale ho saltato l'ultima prova del saggio con relativa isteria collettiva (mossa geniale), ed arrivando in ufficio con uno zaino fatto nottetempo per la festa e uno pronto a casa per il saggio del giorno dopo, mi sentivo molto organizzata e insomma l'ultima cosa da fare essenzialmente pareva essere non inciuccarsi troppo per non rompersi l'osso del collo ed essere fresca come una rosa, o almeno non troppo putrefatta, la sera dopo. sembrava facile.
e invece la festa e' andata benone. il che vuol dire che i miei propositi di sobrieta' sono andati a farsi fottere circa un'ora prima della festa (e che, una pre-bevutina per arrivare gia' simpatici non te la fai?). tuttavia l'unico incidente sembrava la culata da film muto causa scivolone su pavimento bagnato post lavaggio svomitazzata di collega (l'ho detto che la festa era andata benone). sennonche' la mattina dopo mi sveglio verso le 6 di mattina, oltre che assai piu' gravemente sciancata di quanto pensassi, a causa di un dolore mostruoso ad un occhio. dopo un'ora di tentativi di estrarne cose inesistenti, corsa al pronto soccorso oftalmico. riassumendo: abrasione della cornea, guaribile in giorni 7, 4 giorni a casa e tassativamente bendata 24 ore. il ritorno a casa zoppiconi e con un occhio solo e' stata un'esperienza alquanto surreale. ovviamente, saggio saltato e meritate perculazioni aziendali. sulle cause della lesione, aleggia l'ignoto. probabilmente non ho centrato la cannuccia del negroni.
spero che l'anno prossimo la festa aziendale sia a tema medievale. ho gia' pronta l'armatura.

Wednesday, November 30, 2016

il (la) guardia di porta

il mio condominio vanta un esemplare di una razza in via d'estinzione: la portinaia. 
la mia temibile portinaia, il cui nome continuo a dimenticare da 2 anni e mezzo, sfoggia una chioma rosso portinaia, e' priva di collo e nutre per me un odio insanabile e cordialmente ricambiato da quando ho osato cazziarla perche' di 5 pacchetti che avevo ordinato nel corso di un paio di mesi 4 ne sono stati rispediti al mittente perche' Ella non e' mai al suo posto. lei diceva che il postino aveva mentito sull'orario di tentata consegna sulla cartolina che mi aveva lasciato e che dovevo presentare una esposto alle poste italiane per difendere il suo onore. il fragore della mia risata in risposta ha solo un altro pari nella storia, quando mia madre, essendomi io all'epoca da poco trasferita a barcellona e a vivere per la prima volta da sola, mi chiese quante volte pulissi casa a settimana. da allora mi saluta a malapena (la portinaia, dico, mia madre dopo un po' l'ha digerita, o piu' probabilmente dimenticata, dato che ci era quasi rimasta secca) e grazie a dio perche'  la portinaia ha due hobbies: 
1) cacare il cazzo per almeno mezz'ora a chiunque passi davanti alla guardiola, no matter quanto di corsa/carico di pacchi/con quanti ragazzini o bombe a orologeria appesi al collo il chiunque in questione sia, Ella avra' sempre qualche quisquilia da comunicarti con la loquela e la dovizia di particolari di chi sta salvando il mondo da qualche epidemia pustolosissima
2) la Difesa dello Zelo per la raccolta differenziata. abbiamo i cassoni condominiali in cortile, e le finestre della portinaia danno panoramicamente sui vari contenitori. per cui per quanto tu sia stato zelante, al momento del buttaggio della spazzatura, dal nulla si materializzera' Ella alla finestra, puntuale che manco l'ombra di banquo, perche' tu non sai che hai differenziato qualcosa in modo sbagliato, ma Ella si'. ormai io butto la spazzatura solo tipo il sabato mattina alle 6 o col favore delle tenebre.

La portinaia ha fatto con un roboante anticipo l'albero di natale all'ingresso, sotto la videocamera di vigilanza. l'altro giorno per farle uno screzio ho rubato una pallina facendo gestacci tipo tie' puppa alla camera. Ovviamente sapevo benissimo che puntasse da tutt'altra parte.

Wednesday, November 23, 2016

peri' pero'

quest'estate, con comodo e conveniente volo prenotato 5 giorni prima, ho inaugurato il mio passaporto nuovo di pacca (se ricordate le relative peripezie) svacanzando felicemente in peru'. ecco alcune cose che ho imparato.

1) data la tipologia di vacanza, relativamente scomoda e avventurosa, il turismo peruviano ad agosto e' fondamentalmente composto da ggiovani e meno ggiovani wannabe esploratori europei. i peruviani sono pertanto fermamente convinti che la marca piu' trendy in europa sia quechua.

2) in peru' si fa colazione con pollo, per pranzo pollo, pollo a cena e per tutti gli spuntini pollo. vi racconteranno che fra le linee di nazca uno dei disegni rappresenti un colibri': non e' vero, e' un pollo.

3) apppppproposito di linee di nazca. dichiaro qui pubblicamente, per quanto nessuno ne sentisse la necessita', che benedetta cuor di leone, storicamente ed invincibilmente terrorizzata dagli aerei, ha compiuto il sorvolo delle linee di nazca su un cessna da 8 posti ed e' sopravvissuta. oh c'ho l'attestato eh, producibile si richiesta, quindi sono autorizzata a non mettere piede mai piu' mai piu' mai piu' nella vita su un cessna, giuro, mamma mia che rega' che cosa terbbile. fatelo eh, una figata :)

4) il clima e' secchissimo e il suolo alquanto polveroso. cio' provoca un galoppante fenomeno di sovraproduzione di caccole. la overcaccolosi si andra' aggravando nel corso del viaggio. per non morire soffocati, sarete obbligati a momentanei sollievi meccanici. si', insomma, ve dovete scaccola'. dato che il circuito turistico principale quello e', incontrerete spesso sui fantastici pulman aleatori tra una citta' e l'altra la stessa gente, che dapprima tirera' timidamente su col naso, poi si girera' cercando di nascondere la destinazione delle proprie dita, ed infine verso il terzo-quarto giorno di co-pulman verra' sdoganato lo scaccolamento in pubblico per motivi di stretta sopravvivenza.

5) il peru' ha subito per 10 anni la dittatura del 'presidente' fujimori, attualmente detenuto in un carcere di massima sicurezza per violazioni dei diritti umani di vari ed eventuali. qualsiasi peruviano conosciate, vi dira' oh ma lo sai che c'abbiamo avuto un dittatore cinese? cioe', non hai capito che danni ha fatto sto cinese! pensa che un cinese qui e' arrivato al comando, ecc. sulle prime uno pensa, boh, a me il nome me pare giapponese, ma non e' che so' un'esperta. ma in effetti il tipo e' estremamente giapponese, ed e' anche scappato in giappone a una certa. voglio dire, la sua giapponesita' non e' un segreto tra me voi e wikipedia, ma per qualche bizzarra ragione, tutto il peru' e' convinto che sia cinese. se qualcuno avesse una spiegazione in merito sarei ansiosa di ascoltarla.

6) e' risaputo che i lama sputino. quello che e' un po' meno risaputo, e' che se tu sputi a un lama, questi si incazzera' una cifra, e un lama incazzato non e' una bella cosa, non fatelo! 
(questo e' successo a mio cuggino eh, mica a me)

Monday, November 14, 2016

l'unico frutto dell'amor

lavoro per una compagnia illuminata che, fra le varie e mirabolanti meraviglie per me che vengo dalla campagna (=ricerca pubblica), e' dotata di fruttiera aziendale. nel senso, due volte a settimana arriva l'omino con le cassette della frutta, e tu quando ne hai voglia te la mangi. una cosa pazzesca :) l'altra cosa pazzesca e' legata alle banane. la frutta della cassetta e' variabile, ma ha una costante universale: la presenza di banane. ora, io non so che questione irrisolta abbiano i miei compagnucci di ufficio con le banane, fatto sta che l'omino consegnatore di frutta non fa in tempo ad appoggiare le cassette che le banane sono gia' finite. puf! evaporate. cioe' tipo che se ti andava una banana ma in quel momento eri in bagno, quando torni sei fottuto, non c'e' piu' nulla da fare. ho visto gente mangiarne 2 di seguito, che non pensavo fosse possibile, tipo l'esperimento di mangiare un buondi' in 10 passi senza respirare. il resto della frutta, invece, langue li' a disposizione delle mie merende di tutta la settimana, senza che nessuno se la caghi, con mia grande giuoia.

attratta da questo misterioso fenomeno collettivo- devono essere delle banane buonissime!, mi sono detta- ho iniziato a prendere anch'io la mia banana contrattuale scattando come una molla appena arriva l'omino, allo stesso modo in cui applaudo quando applaudono tutti a teatro, rido quando in una sitcom mettono le risate di sottofondo, e seguirei i miei amici lemmings ovunque andassero. io pero' la banana la metto con molta discrezione nel cassetto. dovete infatti sapere (dovete!) che a me le banane piacciono mature, molto mature, insomma quando proprio sono belle leopardatone (in uno dei miei uffici passati la gente di tutto l'istituto soleva venirmi a portare le proprie banane marce quando le dimenticava troppo a lungo da trovarle commestibili, tipo offerta rituale), e dato che qui non durano neanche 4 secondi, figuriamoci qualche giorno fino a raggiungere un livello di marcezza per me accettabile.

la prima volta che ho tirato la mia banana dopo il necessario periodo di frollaggio fuori dal cassetto, ha sparso intorno un meraviglioso aroma di banana matura ed ho sentito il vento prodotto dai una quindicina di teste che si giravano di scatto verso di me con gli occhi appallati e venati di sangue.
mi sono dovuta nascondere sotto la scrivania per managiarla sana e salva, ed ho capito che per la mia incolumita' era meglio ripiegare sulle mele.

stamattina e' arrivato l'omino con le nostre due cassette della frutta. una e' di sole banane. credo che scrivero' una letterea di ringraziamenti al sindacato.