a chi mi ha chiesto in questo periodo come mai non stessi piu' scrivendo, ho risposto che non mi era successo nulla di degno di nota. tranquili rega', abbiamo recuperato tutto in una botta sola. ma andiamo con ordine.
allora, ieri dovevo essere assolutamente alle 3 del pomeriggio in un certo paesino toscano de mi corazón, detto paesino brilla, oltre che per pace e bellezza, per irragiungibilita' in treno, ma per una incredibile congiuntura astrale l'altro ieri sera dovevo ritirare la mia nuova macchina usata (si' lo so, qua tra smartphone e auto di proprieta' mi mancano solo la televisione e i baffi e divento proprio mainstream, con la vecchiaia mi sto rammollendo). insomma, ieri mattina ci carichiamo sulla piccola ibrida e partiamo. a 70km da milano, mentre superavo tra grandi diti medi eserciti di camionisti per arrivare prima possibile, la macchina inizia a suonare ed il cruscotto ad accendersi che manco un albero di natale. riesco ad accostare in un'area di sosta e provo a riaccendere la macchina. morta.
allibita, chiamo i tizi che me l'hanno venduta, che contattano un carro attrezzi, che tempo 2 minuti (tictac-tictac), appare all'orizzonte, e mentre io penso e la madonna che efficienza, ne scende un carrattrezzista 190enne che dice, ragazzi, mi sono perso, dov'e' l'uscita per fiorenzuola? ah quindi non e' qui per noi? no no, pero' vi do una mano. dov'e' la chiave dell'accensione? eh, non c'e'. ah ok, pero' passami la chiave, senno' non posso fare niente. ehm guardi, c'e' il pulsante, vede? carino, ora dammi la chiave. insomma a un certo punto ce ne liberiamo, quand'ecco arriva una pattuglia. ragazzi serve una mano? gia' fatto grazie. ah ok, patente e libretto. i tipi scompaiono dentro la volante con i miei documenti dove passano 7 minuti o'clock (tictac-tictac) con facce scure e mani nei capelli. quando ormai mi vedevo gia' ar gabbio (sono campionessa regionale di coda di paglia), tornano, tutto a posto signo', puo' andare, ah gia' non puo', aspetti pure qua. mezz'ora dopo (ore 11:30, tictac-tictac) arriva il carro attrezzi guidato da un enorme ragazzone roscio che dopo 20 telefonate con i miei macchinivendoli per chi paga chi non paga, dice raga' io vi porto all'assistenza toyota piu' vicina, ovvero parma, che pero' sara' chiusa per pranzo (tictac-tictac). arriviamo all'assistenza che a piedi facevamo prima, e il roscio ci annuncia al tipo che stava chiudendo la saracinesca. ah ma noi qui non facciamo piu' le riparazioni. come no? no, le spiego come arrivare al posto, e' pratico di parma? no, ah ok, allora la prima a destra la seconda a sinistra la quarta a destra, alla rotonda prende la terza e toglie il numero che ha pensato, fa tre km, passa l'area industriale, poi arriva al bar di pippo quello che fa la piada bona, e poi dopo 2 km.. insomma miracolosamente e dopo esserci persi varie volte troviamo il posto e roscio scarica noi e cadavere ibrido nella desolata zona industriale, davanti al capannone chiuso, circondato da rotolanti balle di fieno. aspetta che ti riaspetta, apre l'assistenza (ore 13:45, tictac-tictac) e gli angeli con la tuta prendono in carico la paziente da cui ho fatto in tempo ad estrarre i panini con la frittata, dandoci di quando in quando notizie contradditorie sul suo stato e sorbendosi ogni 25 telefonate al minuto dei macchinivendoli in subbuglio, tanto che alla fine angelo con la tuta ha invitato a cena macchinivendola. nel frattempo facciamo un giro nella ridente periferia di parma, dove le macchinette di merendine offrono-lo giuro- spicchi di parmigiano, e circa alle 7 di sera ci viene restituita l'ammiraglia con rattoppo in grado di arrivare a milano per essere tirata in fronte ai macchinivendoli.
morale della favola: se ti viene a prendere il carro attrezzi, non paghi l'uscita dell'autostrada.
(che poi il tutto farebbe pure abbastanza ridere, se non fosse che io ieri alle 3 in toscana volevo proprio proprio esserci e invece non c'ero. vi abbraccio forte, mie belle, ci vediamo presto <3 )