Monday, December 28, 2015

tanti auguri a me

prima che lo faccia qualcuno per vendetta (ho seminato il mio cammino di molti nemici), me lo dico da sola: la cosa grave di questo compleanno non è che da oggi io sia più vicina ai quaranta che ai trenta, ma che io sia più vicina ai 50 che ai 20.
detto questo, fatemi tanti tanti auguri che mi piace, no non vi risponderò al telefono sapete che non lo faccio mai che i telefoni rubano l'anima, se però volete farmi pure un bel regalo non ve lo tiro dietro. non fiori ma bollicine metodo classico. in realtà mi piacciono pure i fiori: il top sarebbe rose bianche (piccole eh, niente zorate) e iperico. se poi volete l'IBAN direttamente ve lo favorisco senza problemi, siamo fra amici.
dato che lo chiedete, i miei propositi per il nuovo anno sono: non ho alcuna intenzione di smettere di fumare, non comprerò uno smartphone e voglio diventare tutta muscoli e niente cervello-in questo per fortuna parto avvantaggiata. per il resto, perdono tutti e a tutti chiedo perdono, va bene? non fate troppi pettegolezzi (chi coglie questa vince una stella d'oro in fronte). e soprattutto, col cavolo che l'anno prossimo torno a roma per natale, mi troverete qui.



cosa? è un posto meraviglioso e non avete idea di dove sia? ecco appunto :)

Wednesday, December 9, 2015

gli uomini, tutti uguali

ore 9:00, mercato. vado dal mio spasimante fruttivendolo che mi accoglie con un sorrisone a 52 denti. 
spasimante fruttivendolo: ooh, uhhh, buongiorno bellezza, non ti avevo riconosciuta, sara' il cappello?
benedetta: ho la sinusite, porto il cappello da settembre a maggio. sai alla mia eta'..
s.f.: ah, beh ti sta benissimo. uh ma che eta', sei giovanissima! quanti anni hai, 25?
b.: (risatina civettuol-lusingata. vecchio trucco ma funziona sempre) eh si' come no, sciuocchino. 
s.f.: vuoi provare un mandarino?
b.: no grazie, non ho fame.
s.f.: insisto.
b.: e proviamo sto mandarino. mm, buono.
s.f.: una noce?
b.: mm, perche' no, grazie.
(insomma si forma una fila oceanica che s.f. cheta a suon di' 'sto servendo questa bella signorina' mentre chiacchierando amabilmente del piu' e del meno facciamo l'aperitivo. n.b.: nella mia personale interpretazione, dicesi aperitivo qualsiasi smangiucchiamento non strettamente indispensabile prima di un pasto principale. e si', per me e gli altri abitanti di hobbiville la seconda colazione e' un pasto principalissimo)

per farla breve, dopo essermi pappata mezzo banchetto mi accommiato e tutta ringarzullita da cotanta adulazione mi avvio verso casa sulle note di un 'ciao principessa, ci vediamo la settimana prossima, mi raccomando, ti aspetto'. quand'ecco rifacendo mentalmente i calcoli della spesa, la crudele scoperta. non era vero amore: s.f., rincoglionendomi di complimenti, mi ha fregato sul conto. chapeau :)

Wednesday, December 2, 2015

bella bella bella in modo assurdo

mendicante nero funky (che sta provando una nuova coreografia mentre mangia un cornetto): ciao regina! come sei bella oggi! buon appetito!
benedetta: grazie caro, tutto bene? sei tutto che mangi, non io. buon appetito!
m.n.f.: ah grazie. ciao bella mia!

durante il mio giretto ricognitivo mi cade l'occhio su un vestitino nero di pizzo che sarebbe proprio adatto alla mia collezione di vestitini neri di pizzo (stile armadio di paperino)
vestitinivendolo: buongiorno bella, questo ti starebbe proprio bene!
benedetta: eh ma non so se e' piccolo.
v: tra l'altro hai buon gusto, guarda come sei vestita bene!
b: sono uscita in pigiama.
v: eh ma che c'entra, l'importante e' avere i vestiti giusti. le stesse cose addosso a un'altra non farebbero mica l'effetto che fanno addosso a te, sei bellissima!
b: mmm vabbe' va, il trucco e' vecchio ma funziona sempre. dammi sto vestito va.

dal fruttarolo egiziano (quello che vuole che diventi la sua quinta moglie):
f.e.: oh ma lo sai che oggi sei proprio bella?
b: oh grazie, ma lo sai che inizio a pensare che mi stiate prendendo per il culo?
f.e.: giuro, sei piu' bella del solito!
b: no, e' solo che ti ho comprato piu' cose del solito (porgendo delle banane)
f.e.: (pesando le banane. guarda me guarda banane guarda me guarda banane) no davvero. guarda, sei bella come le banane.
b: mmm, grazie, suppongo.
f.e.: basta cosi'?
b: si' mi sa che le patate le prendo all'esselunga..

Thursday, November 26, 2015

bacche e tabacche

milano, esterno giorno, mercato. qualche pensionato, benedetta e svariate elegantissime signore fit.
benedetta: buongiorno, fruttaseccaro.
fruttaseccaro: ciao. vuoi le bacche di goji?
b: eh? uhm no, veramente volevo le mandorle e le noci.
f: mandorle? noci? e non le vuoi le bacche di goji?
b: te le prendono tutte le signore fit, eh? no dai, sono vegetariana, metto le alghe nell'insalata tutte le sere e mi faccio il pane in casa macinandomi i cereali da sola. pure la dipendenza da bacche di goji no.
f: sicura? niente bacche di goji?
b: ma so' bone?
f: buone? mmm. (propinandomi un volantino sulle proprieta' delle bacche di goji. fronteretro). leggitelo.
b: ok, ciao.
(dal volantino delle bacche di goji: 'oltre ad un'elevatissima concentrazione di vitamina C, nella bacca di goji si trova piu' beta-carotene delle carote, piu' ferro degli spinaci e piu' proteine dei cereali. contengono ben 21 tracce di minerali, incluso il germanio. contengono 18 aminoacidi, vitamina E, vitamina B1, B2 e B6'.) (a che serve il germanio? non fa niente, sono fottuta :) )

Wednesday, November 18, 2015

compendio di tricologia benedettiana

chi mi conosce da piu' tempo sa che nella mia ultraconservativa vita tricotica ho avuto 3 tagli di capelli: lungo-corto-medio (con una parentesi frangettone bombato-cerchietto di naj-oleari nella mia ruggente adolescenza negli anni 90, ma vorrei proprio vedere quanti di voi erano presentabili a quell'eta'), tipicamente autoprodotti al grido di tanto ce li ho ricci se so' un po' storti non si vede, dato che nella pluridecennale era del lungo, a 15 anni, il parrucchiere in carica oso' tagliarmi la criniera di mezzo centimetro piu' del richiesto e io da allora giurai odio eterno a tutta la categoria professionale. la confraternita mondiale dei parrucchieri, terribilmente colpita da tale giuramento, cerco' in tutti i modi di farmi cambiare idea, ma io niente, inamovibile. fino ai ventiqualcosa, quando me li sono tagliati cortissimi. stavolta il parrucchiere prescelto era uno che tagliava i capelli ai miei amici masculi e che reputavo un genio dato che riusciva ad ottenere l'illusione di fluenti chiome dalle loro incipienti pelate. risultato: un pomeriggio passato a casa dell'allora fidanzato a piangere con un plaid in testa stile fantasma scozzese perche' mi sembravo un uomo. quando poi tornata a casa mia madre per consolarmi ha detto: 'un uomo? ma no, sei cosi' carina! quanto mi ricordi mio fratello..' ho deciso di reagire e che in fondo il taglio mi piaceva. sono seguiti alcuni anni di corto con frangetta rasata para para che nelle intenzioni doveva fare carmen consoli prima maniera e invece faceva molto ospedale psichiatrico, poi un decennio di medio, fino a questo gennaio quando ho deciso che avevo bisogno di cambiamenti nella mia vita, e visto che cambio lavoro e citta' piu' frequentemente dei calzini, la scelta catartica e' ricaduta sui capelli. data la mia scarsa indole sperimentativa, sono tornata al taglio carmen psichiatrica, affidandomi alle sapienti mani di un parrucchiere cinese (che identificheremo in un parrucchiere cinese solo anche se in realta' sono 3 e no, non e' perche' non li distinguo, si riconoscono fra loro benissimo dal grado di supersayanezza del taglio fashion-asiatico, ma semplicemente per semplicita' narrativa).

parrucchiere cinese: cosa fale? spuntale?
benedetta: no, taglia tutto
p.c.: ma colti colti?
b: vai!
p.c.: sicula?

fino all'estate mi sono sottoposta alla tosatura una volta al mese sotto lo sguardo di muta, profonda disapprovazione di parrucchiere cinese. per farla breve, ora ho deciso di farli ricrescere e sto quindi osservando con interesse scientifico tutte le fasi della ricrescita. siamo passati da liza minelli a carmelo bene, per poi approdare a fantaghiro' e finalmente a scialpi. l'altro giorno sono andata da parrucchiere cinese per farmi accorciare la frangia dato che non riuscivo piu' a schivare in tempo i lampioni per strada, e quando gli ho detto che no, non doveva rasare tutto come al solito, mi ha riservato un approvativo 'ooooooh, finalmente, basta taglio di melda'.

ieri sono andata con un'amica in una mega profumeria e ho deciso che volevo una spazzola tonda per allisciare il frangettone come aveva fatto p.c.. ne ho provata una e niente, groviglio inestricabile, non riuscivo piu' a toglierla. mentre disperavo di uscire dal negozio con la frangia ancora in vita e e mi vedevo passando la fronte sul lettore di codice a barre dicendo 'non me la incarti, la mangio qui' o con la frangia morta attaccata alla spazzola, tutta la mia vita tricotica mi e' passata davanti. alla fine amica e profumiera sono riuscite a liberarmi. altrimenti chi lo sentiva parrucchiere cinese. 

Wednesday, November 11, 2015

se ti piace la frutta, mangiatela tutta

(dite la verita', il titolo l'avete letto canticchiando)

c'e' chi spende il suo stipendio in viaggi, chi in scarpe, chi in vestiti. io in tutte queste cose, e in piu' in frutta bislacca. e fin qui vabbe'. pero' chissa' perche', nella mia crociata di rieducazione alimentare dell'universo, cerco di convincere le persone a variare e a provarla pure loro.

dal fruttibislacchivendolo #1
benedetta: prendo questo pummelo
vecchietta1: signorina, che cos'e'?
b: si chiama pummelo.
v1: e' un melone d'inverno?
b: no signora, e' un pummelo. e' un agrume molto diffuso in asia. lo provi, e' buono, ha un gusto tra il limone e il pompelmo, ma dolce. ha degli spicchioni grossi, e' un frutto conviviale e ha un gusto non troppo lontano dalle nostre abitudini.
v1 (rivolta al venditore): mmmm, mi dia un melone d'inverno.

dal fruttibislacchivendolo #2:
benedetta: mi dia 2 melograni
vecchietta2: signorina, cosa sono?
b: signora, melograni, mai mangiati?
v2: so' cipolle? (n.d.r.: ok, qui non era bislacca la frutta, era bislacca la v2)
b: no signora, sono frutti. li provi, sono buoni ed estremamente ricchi di potassio. li apre, ci sono tutti chicchi, sanno di autunno, macchiano le dita e tutto il vicinato, sembra di tornare bambini.
v2 (rivolta al venditore): mmmm, mi dia delle cipolle.

dal fruttibislacchivendolo #3:
benedetta: mi dia una chirimoya
vecchietta3: signorina, cos'e' la ciri-questa?
b: chirimoya. e' un frutto sudamericano, signora. di uso gia' molto diffuso in varie civilta' precolombiane, e' molto dolce, carnoso e profumato.
v3: so' patate?
b: no signora, e' un... mmmm si', so' patate.
v3 (rivolta al venditore): me ne dia un chilo anche a me, grazie.

(chissa' come le verra' il pollo arrosto con la chirimoya, questa domenica)

Monday, November 9, 2015

the marvellous adventures of benedetta alla MFW

a tutti può capitare, durante una settimana lavorativa molto piena, di trascurare la colonna di destra di repubblica.it, per quanto sia deprecabile. ergo magari una si ritrova non essere al passo coi tempi con la propria cultura personale.  e allora può succedere che un giorno, tornando a casa, trovi tutta la strada intasata da enormi macchinoni luccicanti e assisti a svolazzamenti di elicotteri che lanciano cose, e pensi toh, c'è un funerale dei casamonica anche qui. poi vieni travolta da branchi di individui ambosessi infiocchettati leopardati glitterati e all'improvviso capisci, ah no, è iniziata la settimana della moda. anzi, la MFW. che se dici settimana della moda invece che MFW e' come se dici NY invece che NYC, se capisce che sei de paese. in questi giorni vige la regola che più sei vestito da pirla e meglio è. la popolazione locale si divide improvvisamente in due partiti: 1) le wannabe fashion bloggers e 2) i loro fotografi personali, con obiettivoni tipo periscopio di sottomarino nucleare. anche se sono le 2 di notte, ai tavolini dei bar vedrai solo gente con gli occhiali da sole, che fa molto fragile diva che protegge la sua privacy (secondo me fa molto ray charles ma è questione di opinioni). in questa settimana posso dedicarmi al meglio al mio sport locale preferito: lo scarpe dell'uomo milanese-watching. dovete sapere che i milanesi bene o male in media si vestono come i comuni mortali (vabbé, i comuni mortali di roma nord, mi sa che sono un po' biasata), ma quello che li differenzia davvero da tale specie sono le scarpe dell'uomo milanese. mocassini, stivaletti borchiati, sneakers coloratissime con tailleur risvoltato, cose così. quest'anno il gran premio della mfw lo ha vinto un tipo coi pantaloni alla zuava, calzino floscio e sandalo di pelliccia (giuro).
io nel dubbio mi sono comprata due paia di scarpe. dopo che i colleghi all'unanimità mi hanno perculato il primo, terrò il secondo per il giardinaggio in terrazza.

the marvellous adventures of benedetta nei peggiori bar di milácas

insomma a volte succede che esci a prendere una tranquilla cosa da bere infrasettimanale e ti ritrovi a finire la serata in un film di almodóvar. può succedere che dalla macchina per tornare a casa un mercoledì, vedi un branco di 8 milioni di fiòli alticci davanti a un posto che tu pensavi fosse una fermata dismessa del trenino urbano e invece evidentemente è the place to be il mercoledì notte. e che fai, ti perdi un'occasione d'oro per alzare l'età media in un posto del genere? sia mai. poi magari succede che mentre chiedi lo shottino di tantum verde della casa causa prosciugamento fondi, inizi a vedere pomicianti di sesso 1 2 o X in combinazione random e inizi a farti delle domande. dopodiché esistono 2 modi a milano per socializzare: avere un cane (che manco morta e avvinta in catene) o fumare, che tutto sommato puzza meno, non perde peli e non sbava. ergo non si sa come ti ritrovi seduta con una coppia di ragazze gay, fidanzate ma non mutuamente, una scesa dalle montagne 10 minuti prima che parla come i carbonai bergamaschi del barone rampante, e l'altra ibrida francese-cilena con un enorme sorriso precolombiano. il fumatore seguente è un imberbe ragazzino finlandese campione mondiale di n nel nome di battesimo che cerca di rimorchiarsi il tuo amico, e la sua amica con la lingua mozza e solo due espressioni facciali (occhi aperti-occhi chiusi). segue una drag queen con suadente voce baritonale che dispensa perle di saggezza sul senso della vita e i locali gay di milano, ed un certo numero di suoi amici e futuri mariti, di cui taluni in slip e collana simil-hawaiana di fiori finti, estremamente a loro agio in quello che evidentementeè' l'abbigliamento più consono ai tavolini marciapiedali di un bar. l'allegrotto finnico nnnnn vorrà farsi insegnare frasi volgarissime in italiano (e io non sono proprio un'educanda ma diciamo che in qualità di traduttrice ufficiale all'inglese sono rimasta spiazzata qualche secondo) ma farà lo scandalizzatone al momento di dare un bacetto alla drag queen, arrossendo fino agli antenati di terzo grado. quando già l'enorme buttafuorone dalle guance rubizze e sorriso di heidi inizierà cinguettante 7 ottave sopra un soprano della scala a farti notare che è mercoledi' ed è il caso di considerare la possibilità di schiodare dai maroni, arriverà in zona cesarini un pettinatissimo biondino yuppi milanese in mocassini e camicia abbottonata fino alle nocche con 30 gradi (senza ombra di sudore, ovviamente), drink in mano e aria evidentemente confusa, che si siederà senza chiedere il permesso scatenando grande disapprovazione nella drag queen che e' una a modino e ci tiene alle buone maniere, e dirà rivolto solo al tuo amico: che io sono confuso sulla mia sessualità, mi piacciono le donne ma vorrei andare con un uomo, ma proprio uomo-uomo come esordio mi fa un po' strano, magari qualcosa di un po' ibrido come lei, sottointendendo drag queen senza il coraggio neanche di farla entrare nel suo campo visivo. drag queen a modino risponderà salottiera: ibrido tu' sorella, se te piace er cazzo vai con un uomo, e prima di sederti chiedi, che modi son mai questi. quando heidi inizierà a farsi piu' pressante deciderai che è l'ora di schiodare, che vanno bene le caprette che ti fanno ciao, ma un bicipite della circonferenza della tua coscia è pur sempre un bicipite della circonferenza della tua coscia. saluterai il confuso gruppo di personaggi con yuppi ancora appeso al suo drink che usa come specchio per guardare drag queen continuando a non avere l'ardire di farlo direttamente manco fosse il basilisco, ma chiedendo chiaramente con lo sguardo cuccioloso di essere forzato a fare quello che non ha il coraggio di fare, drag queen che non gli fa neanche la carità di una parola buona perché di indecisoni come lui ne avrà già risolti abbastanza in vita sua, e questo è pure poco osservante del galateo, in compenso offrirà un passaggio a casa a nnnnn imberbe finnico, che approverà con saltellante slancio speranzoso, e l'amica dalla lingua mozza con una approvativa chiusura di occhi, le altre 2 non hai neanche fatto caso in che momento siano scomparse in una nuvoletta di fumo e un girontondo di mutandoni, collane di fiori, lustrini e camicie abbottonatissime ti vorticherà intorno e tu capisci che ancora un'altra volta ti sei dimenticata la regola d'oro: mai bagnare le benedette con superalcolici dopo la mezzanotte.

the marvellous adventures of benedetta al mercato- what happens in the market stays in the market

dato che qui le temperature sono scese di 10 simpatici gradi (pappappero), mercato.
e però il mirtillivendolo de mi vida non c'era neanche oggi, causando un grande vuoto nel mio cuore ma non già nel mio stomaco, quindi i mirtilli me li sono andata a comprare lo stesso.
gemello marpione del mirtillivendolo, quello con il taglio di capelli da deportato, ammiccante: ciaaaaaaao
benedetta: ciao, cognato marpione.
g.m.d.m.: amico aiutante, orsù in piedi che c'è da servire una bella ragazza.
b.: mmm grazie, soprattutto per il 'ragazza'. prendo questo cestino di mirtilli qua.
g.m.d.m.: solo uno?
b.: sì che e' una confezione formato famiglia (immaginando memole dolce memole con i suoi amici folletti riuniti intorno al desco a banchettare, n.d.r.). e poi adesso parto, si rovinerebbero, e non vogliamo questo.
g.m.d.m.: aah, e dove te ne vai?
b.: a * e poi *.
g.m.d.m.: iih, ma ì' non ci sono mirtilli! come farai?
b.: in effetti le infezioni delle vie urinarie sono una vera piaga per le zone a clima tropicale.
g.m.d.m.: prego? (guardandomi sospettoso)
b.: tranquillo le mie vie urinarie sono un incanto, i mirtilli me li magno perché me piacciono.
g.m.d.m.: senti un po', ma tu sei di bologna?
b.: eh si', più o meno. provincia.
g.m.d.m.: dai questi altri te li regalo io così te li mangi in aereo.
b. (guardandolo improvvisamente con nuovi occhi): uh <3. grazie baby.

e che vi devo dire, ora so come si sentiva audrey hepburn in sabrina quando doveva scegliere tra quello bello alto e biondo e il fratello cesso.
le vacanze porteranno consiglio. abbiate cura del mendicante nero funky in mia assenza, mi raccomando.

the marvellous adventures of benedetta al mercato- quant'è bella giovinezza

ogni mercoledì mattina, nella savana, una benedetta si alza e sà che dovrà correre più veloce di una sciura novantenne col carrellino della spesa.
che insomma, non so se c'avete fatto caso eh, ma fa un po' caldino. quindi oggi volevo fare una spesa rapida. illusa. come ho già accennato, l'età media del mio mercato è di 190 anni. nonostante l'apparenza borghese del quartiere, risulta in realtà popolato da milioni di sovversivi vegliardi, i quali, in barba agli accorati appelli di studio aperto, affollano l'ardente mercato carichi come ciucci, fermandosi per ore davanti a te ad ogni strettoia a contemplare il panorama (che poi avete presente che meraviglia è' il panorama di piazzale martini? no? ecco appunto). il caldo infernale aumenta il già menzionato effetto 'gatto precedentemente immobile che si butta sotto una macchina quando vede i fare accesi', sindrome estremamente diffusa fra vecchietti e bambini con bicicletta (non importa quanto tu ti faccia da parte per farli passare, loro saranno irresistibilmente attratti dal venire a sbattere contro di te, anche a costo di dover fare un giro larghissimo). il mercato oggi, oltre ad essere alla temperatura dell'inferno, era pieno di sudaticci proiettili umani.

girone delle ciliegie:
il ciliegivendolo mi fa cenno di scegliere io il mio cestino mentre lui serve una coppia di vecchietti della specie dei dimenticatori seriali, quelli che alla fine del conto scoprono di essersi scordati una cosa dall'altra parte del banco che vogliono assolutamente scegliere di persona, il tutto per circa 73 dimenticanze. io e la vecchiettina dietro di me iniziamo a squagliarci e spazientirci. al che il ciliegivendolo mi dice 'dammi qua che nel frattempo ti faccio pagare. devi andare al lavoro vero?'. l'ottuagenaria dietro di me mi guarda con un lampo furbesco negli occhi ed inizia a gridare 'anch'io! anch'io!'.

girone dei pomodori:
la vecchiettina davanti a me rientra stavolta nella categoria dei sedicenti digiunatori. eeeeeh, guardi, con questo caldo poi, a chi va di mangiare. si, mi dia 2 chili di peperoni e uno di cipolle. quelle da mangiare crude, mi raccomando. eeeeeeh, mi devo proprio forzare a mandare giù qualcosa. mi dia anche un cocomero, ma piccolo. sà, sono da sola e quando lo apro devo mangiarlo tutto sennò va a male.

girone dei mirtilli:
niente, qua la disavventura era l'assenza del mio mirtillivendolo.

morale:
ogni mercoledì mattina, nella savana, non importa che tu sia sciura novantenne o benedetta. l'importante è che la spesa la settimana prossima la faccio all'esselunga con l'aria condizionata.

the marvellous adventures of benedetta al concerto dei cannibal corpse

che poi voi direte, ma cosa ci faceva benedetta al concerto dei cannibal corpse? bella domanda, vorrei potervi dare lumi in merito, ma me lo sto ancora chiedendo anch'io. quello che posso dirvi è che sono andata mia sponte, mi è piaciuto, ed ho pure pagato. 30 euro. che sapete quante scarpe mi ci compro ai saldi con 30 euro? almeno una sinistra. ma andiamo con ordine.
1) era forse il secondo giorno del 2015 in cui non ero vestita di nero. epic fail.
2) ero l'unico esemplare di femmina di homo sapiens, il che per fortuna mi è valso una certa simpatia del pubblico evitandomi di farmi gonfiare di botte in svariate occasioni, in cui peraltro francamente me lo meritavo. tipo quando sono scoppiata a ridere alla vista di due metallari panzoni tatuatoni capelloni seduti al bar, i quali nell'ennui baudeleriano del pre-concerto giravano mollemente con la cannuccia dei vezzosi cocktailoni rosa con ombrellino.
3) non ho visto la faccia neanche di uno dei componenti per tutto il concerto. non potrei in effetti neanche affermare con certezza che ce l'abbiano, una faccia.
4) l'unica eccezione al punto 3) è il cantante, che ha roteato ininterrottamente la fluente chioma causandomi un gran torcicollo per simpatia. da quanto ho visto quando la suddetta chioma ha cominciato a fluire un po' meno causa appiccicume, posso affermare con matematica certezza che il cantante di cannibal corpse è jabba the hutt.
5) anche la mia insegnante di danza semidea bianca porcellanata fa lo stesso roteamento capelloso di jabba the hutt con la sua lunga cascata di capelli rossi. l'effetto è ugualo ugualo.
6) jabba in un dato momento ha smesso di cantare (licenza poetica) per dire: 'i thought i have many things to say. but in fact that's not the case'. punto. al che e' diventato all'istante il mio eroe personale e sono corsa a comprarmi il suo poster da appendere in cameretta.
7) eravamo io mammeta e tu ma lo stesso ogni tanto si vedevano gambe di gente che volava
8) il magnolia è uno dei pochi posti che rende meno intollerabile milano. ah giusto, tecnicamente non è a milano :)
9) jabba the hutt è riuscito a ruttare per due ore consecutive. #‎rispetto

the marvellous adventures of benedetta al mercato-mad for maths edition

dal ciliegivendolo:
benedetta: vorrei un chilo di ciliegie
ciliegivendolo: un chilo? ti spiego, i cestini sono da mezzo chilo e vengono 2 euro, se ne vuoi un chilo te ne devo dare due e fanno 4 euro.
b: ...
c: hai capito? 2 euro ogni mezzo chilo, quindi se ne vuoi un chilo sono 4 euro. e' chiaro?
b: abbastanza. c'ho un po' di problemi con le divisioni a due cifre ma con addizioni e moltiplicazioni vado alla grandissima.
c: ah, è che ti vedevo sovrappensiero
b: riflettevo sul livello culturale medio della tua clientela abituale.
c: eh?
b: (sospiro) fammi anche mezzo chilo di fagiolini va.

dall'albicocchivendolo:
benedetta: un chilo di albicocche, quelle a 3 euro il chilo.
albicocchivendolo: sò un po' di più, lascio?
b: daje.
a: ok, fa 4 euro e 80.
b: ciccio, non sò un po' di più, sò un chilo e 6.
a: esatto, brava!
b: (sospiro) grazie. è stato un investimento farmi studiare.
a: allora che faccio, lascio?

dal mirtillivendolo de mi alma: (quello brizzolato, si è rasato i capelli ma è sempre piacente. mi serve cortese ma distaccato, ahimé, mi si spezza il cuoricino, forse non mi ama più?)
benedetta: 2 cestini di mirtilli (2 euro e 50) e 2 manghi per via aerea (2 e 50, altro che fare la fila nei negozi griffati del centro, questo sì che e' l'affarone dei saldi estivi 2015)
m.d.m.a.: ok, in tutto sono 5 euro.
benedetta: eh, immaginavo.
(sto per sospirare di nuovo, quand'ecco il mio cuoricino di cui sopra ha un sussulto. colpo di scena: da dietro il camioncino portavalori dei mirtilli compare il mio capelluto mirtillivendolo che mi sorride malizioso e mi dice:)
m.d.m.a.#2: buongiorrrrrrrno, posso esserle utile? ah no, vedo che già l'ha servita mio fratello...
d'oh.
gemelli.
gli ho allungato una banconota da 50 balbettando 'è gi-giusto? controlli un po'...'

the marvellous adventures of benedetta al mercato

e niente regà, è successo, mi sono innamorata.
è andata cosi': oggi mercato sul tardi, per godermi questo bel frescolino. faccio i miei acquisti trascinandomi mentre mi canto la colonna sonora di lawrence d'arabia per farmi coraggio. sto per andare via, quand'ecco vedo una bancarella tardiva che non avevo mai visto prima, carica di tonnellate di lucenti frutti di bosco e inizia a venirmi l'acquolina in bocca tipo cane di pavlov. titolare: un distinto cinquantenne brizzolato (che poi io ho un debole per i cinquantenni brizzolati da quando ho 15 anni, ho avuto una figura paterna un po' carente. ma questa e' un'altra storia.). insomma Egli supervisiona la mia spesa mentre sono servita da un oompa loompa del sottobosco, ma quando con fare esperto dico a oompa loompa che i lamponi no perché si ammuffiscono subito, Egli inizia a guardarmi interessato con l'aria dell'artista che finalmente ha trovato un intenditore della sua opera, quinci passa a servirmi lui. e quando finalmente gli porgo i miei acquisti affinché me li imbusti, per un attimo le nostre dita si sfiorano, i nostri sguardi si incrociano, ed Egli sussurrando pronuncia le parole che era tutta la vita che aspettavo che un uomo mi dicesse: 'i mirtilli sono 8 euro e 40, facciamo 8 euro'.

the marvellous adventures of benedetta al mercato (sottotitolo: il caldo)

il mercato oggi era popolato da gente a cui il caldo ha fatto andare il cervello in pappa, che vaga con occhio appallato e andatura browniana almeno finché non avvista qualcuno nel verso opposto, nel qual caso avviene la permutazione in gatto abbagliato dai fari della macchina, e ti si getta violentemente addosso. ho riportato contusioni guaribili in giorni 3.
sono alla ricerca di un paio di culottes (per i non portatori di doppio cromosoma X, leggi: mutandoni) da usare come micro pantaloncini per fare sport con questo caldo africano. mi avvicino a una bancarella con ettari di top e culottes in tutti i colori dell'arcobaleno sponsorizzato da stabilo boss.
-salve, nere ce le ha?
-no ma ce le ho verde fosforescente, rosa fosforescente, giallo fosforescente e fosforescente fosforescente.
-mmm, cercavo una cosa di un colore meno improbabile.
-eh ma guarda che il fosforescente con l'abbronzatura sta bene
-eh appunto. mi ha visto? nere niente?
-uff aspetta (gratta gratta, ne compare un ultimo paio nero). se ne prendi 3 c'e' lo sconto. nere non ce le ho piu', ma c'e' anche verde fosforescente, rosa fosforescente, giallo fosforescente e fosforescente fosforescente.
io pago e scappo.
la mia compagnuccia di sport, quando le vede mi fa 'uh belle! le voglio anch'io! non ci sono di altri colori?'

the marvellous adventures of benedetta al mercato

passando davanti allo scarpivendolo mentre sono impegnata a dilapidare il mio stipendio in frutti di bosco, un meraviglioso paio di sandali mi lancia languidi sguardi. tacco a spillo, un importabile verde acqua, tutti laccetti stretti stretti come una tortura medioevale, insomma facenti parte della categoria 'scarpe da tavolino' (quelle che ti metti solo quando vengono a prelevarti in cima alle scale con l'elicottero e ti depositano calandoti dal medesimo direttamente a sedere al tavolino dell'aperitivo e viceversa al rientro- a voi capita spesso? a me no. questo ovviamente non mi impedisce di averne a dozzine). in una parola, irresistibili. mi avvicino all'oggetto del desiderio e niente, 3 numeri meno del mio. pazienza, provo a entrarci lo stesso per non lasciare nulla di intentato.
scarpivendolo (che ha fiutato il pollo): belli eh?
benedetta (con pupilla a cuoricino): eeeeh (sospiro). ce l'hai il 38?
s: no. ma ti faccio lo sconto.
b: ma non mi entrano
s: dai, 5 euro di meno
b: dovrei lasciare a casa i talloni
s: sconto. scarpe. sssSSSSCARPE. SSSSSSCONTO. dimmi un prezzo.
e niente, quasi le compro, sono dovuta fuggire a gambe levate. non sono in grado di resistere alle parole 'scarpe' e 'sconto' in una frase sola. ho bisogno di aiuto.

the marvellous adventures of benedetta al mercato, insomnia edition

completamente rintronata vago alla ricerca delle albicocche perfette (prendo l'argomento albicocche terribilmente sul serio). finalmente, colpo di fulmine: minuscole e delicatamente soffuse di timide sfumature di un delizioso color magenta.
'vorrei delle albicocche'
'sono buonissime, vuoi assaggiarle?'
'no grazie, ma si vede. hanno il colore delle gote di una fanciulla.'
'eh?'
'fammene un chilo'
'ah. so' un chilo e due, che faccio, lascio?'
dopodiche' nel rincoglionimento invece del varduraio maghrebino di fiducia che vuole convincermi a diventare la sua quarta moglie, incappo di un banco di pakistani, che mi servono in 4 ossequiosissimi chiamandomi tutti e 4 'dea'. difficilmente il mio senso dell'umorismo si sveglia prima che io abbia metabolizzato la colazione, ma devo ammettere che al quarto iniziava comunque a suonare un po' a presa per il culo. ciononostante, la mia scarsa autostima, la superiore qualità dei loro asparagi e l'apprezzabile disinteresse nei confronti del mio passaporto schengen mi stanno facendo considerare la possibilità di cambiare verduraio di fiducia.

antropologia comparata di un mercato della milano bene

se vai al mercato alle 8:30, troverai un deserto e ti chiederai a che ora vanno al mercato i milanesi. il mendicante nero funky che fa il guardia di porta del mercato, in mancanza di altri interlocutori, si intratterrà con te per qualche minuto molleggiandosi e chiamandoti regina una dozzina di volte. staranno ancora montando quasi tutti i banchi e dovrai accontentarti di carciofi di contrabbando e del banco del magrebino che avrà tutto il tempo per cercare di convincerti un'altra volta di diventare la sua quarta moglie.
se vai al mercato alle 9:30, lo troverai traboccante di banchi imbanditi di frutta e verdura di design ma invaso da orde di anziane elegantissime sciure basculanti con la calma del mondo per il corridoio, che dimostreranno poi una fretta terribile al momento delle code a qualsiasi banco, talmente interminabili che ti aspetti che al tuo turno ti chiedano la tessera annonaria. le sciure, incarognite dall'attesa, cercheranno in ogni modo di superarti non lesinando falli a gamba tesa e gomitate nelle costole, onde poi intrattenersi 10 minuti con il fruttarolo chiedendo notizie dei parenti mutui fino alla quinta generazione. dopodiché mentre finalmente tocca a te si compatterano con altre comari nella formazione della testuggine per impedirti di evadere dal mercato. quando finalmente ce l'avrai fatta, sfatta e carica come un ciuccio, il guardia di porta nonostante la ressa si intratterà comunque con te molleggiandosi e chiamandoti regina una dozzina di volte, perché per lui sempre regina sei.

excusatio non petita

cari 25 lettori, dato il balsamico effetto che i vostri commenti e incoraggiamenti hanno sul mio gia' ipertrofico ego, vi confermo che no, un libro non lo scrivo (continuo ad avere un'opinione troppo alta della letteratura), ma per risparmiare agli archeologi del futuro la fatica di scavare dentro il mio account di facebook per reperire i miei inestimabili racconti, eccovi un bel blog.
contenti ne? ;) ora continuate a mettermi like e a commentarmi senno' mi rompo i maroni e non ci scrivo piu', e non vogliamo questo :)