Thursday, December 22, 2016

ne uccide più la festa aziendale che la spada

i giorni prima di natale uno sta sempre incasinato, e se non c'ha casini se li crea dal nulla.
io dovevo affrontare un mostro bifronte: la festa aziendale open bar una data sera e il saggio di pole e cerchio aereo la sera dopo. in effetti sospettavo fin dall'inizio che fossero eventi scarsamente compatibili. che poi la festa aziendale era a tema anni '90, e uno dice: eddai io c'ero, come mi vestivo io negli anni '90? a giudicare dalle foto d'epoca, di merda. alla fine daje e daje ho optato per un vestito che a vederlo uno pensa e che c'entra con gli anni '90? in effetti lo e' lui ipso, nel senso che mi accompagna fedelmente dall'estate '95 o '96 (il carbonio 14 non e' stato molto preciso al rispetto). volevo abbinarci un collarino nero, che grazie al cielo (festaziendalmente parlando) sono tornati di moda, quindi non sembrava un'impresa complicata. solo che nel frattempo hanno cambiato nome, come i pantacollant-> leggings, che se chiedi in un negozio dei pantacollant ti mandano da brico. il collarino ora si chiama choker. l'ho imparato cercando su google in ufficio 'collarino'. non fatelo.
'nzomma, tra una commissione natalizia o outfittistica (credete che una festa aziendale o un saggio di pole tra maggiorenni siano questioni di facile organizzazione? sbagliato sbagliatissimo) e l'altra sono riuscita ad arrivare viva al giorno della festa aziendale, per la quale ho saltato l'ultima prova del saggio con relativa isteria collettiva (mossa geniale), ed arrivando in ufficio con uno zaino fatto nottetempo per la festa e uno pronto a casa per il saggio del giorno dopo, mi sentivo molto organizzata e insomma l'ultima cosa da fare essenzialmente pareva essere non inciuccarsi troppo per non rompersi l'osso del collo ed essere fresca come una rosa, o almeno non troppo putrefatta, la sera dopo. sembrava facile.
e invece la festa e' andata benone. il che vuol dire che i miei propositi di sobrieta' sono andati a farsi fottere circa un'ora prima della festa (e che, una pre-bevutina per arrivare gia' simpatici non te la fai?). tuttavia l'unico incidente sembrava la culata da film muto causa scivolone su pavimento bagnato post lavaggio svomitazzata di collega (l'ho detto che la festa era andata benone). sennonche' la mattina dopo mi sveglio verso le 6 di mattina, oltre che assai piu' gravemente sciancata di quanto pensassi, a causa di un dolore mostruoso ad un occhio. dopo un'ora di tentativi di estrarne cose inesistenti, corsa al pronto soccorso oftalmico. riassumendo: abrasione della cornea, guaribile in giorni 7, 4 giorni a casa e tassativamente bendata 24 ore. il ritorno a casa zoppiconi e con un occhio solo e' stata un'esperienza alquanto surreale. ovviamente, saggio saltato e meritate perculazioni aziendali. sulle cause della lesione, aleggia l'ignoto. probabilmente non ho centrato la cannuccia del negroni.
spero che l'anno prossimo la festa aziendale sia a tema medievale. ho gia' pronta l'armatura.

Wednesday, November 30, 2016

il (la) guardia di porta

il mio condominio vanta un esemplare di una razza in via d'estinzione: la portinaia. 
la mia temibile portinaia, il cui nome continuo a dimenticare da 2 anni e mezzo, sfoggia una chioma rosso portinaia, e' priva di collo e nutre per me un odio insanabile e cordialmente ricambiato da quando ho osato cazziarla perche' di 5 pacchetti che avevo ordinato nel corso di un paio di mesi 4 ne sono stati rispediti al mittente perche' Ella non e' mai al suo posto. lei diceva che il postino aveva mentito sull'orario di tentata consegna sulla cartolina che mi aveva lasciato e che dovevo presentare una esposto alle poste italiane per difendere il suo onore. il fragore della mia risata in risposta ha solo un altro pari nella storia, quando mia madre, essendomi io all'epoca da poco trasferita a barcellona e a vivere per la prima volta da sola, mi chiese quante volte pulissi casa a settimana. da allora mi saluta a malapena (la portinaia, dico, mia madre dopo un po' l'ha digerita, o piu' probabilmente dimenticata, dato che ci era quasi rimasta secca) e grazie a dio perche'  la portinaia ha due hobbies: 
1) cacare il cazzo per almeno mezz'ora a chiunque passi davanti alla guardiola, no matter quanto di corsa/carico di pacchi/con quanti ragazzini o bombe a orologeria appesi al collo il chiunque in questione sia, Ella avra' sempre qualche quisquilia da comunicarti con la loquela e la dovizia di particolari di chi sta salvando il mondo da qualche epidemia pustolosissima
2) la Difesa dello Zelo per la raccolta differenziata. abbiamo i cassoni condominiali in cortile, e le finestre della portinaia danno panoramicamente sui vari contenitori. per cui per quanto tu sia stato zelante, al momento del buttaggio della spazzatura, dal nulla si materializzera' Ella alla finestra, puntuale che manco l'ombra di banquo, perche' tu non sai che hai differenziato qualcosa in modo sbagliato, ma Ella si'. ormai io butto la spazzatura solo tipo il sabato mattina alle 6 o col favore delle tenebre.

La portinaia ha fatto con un roboante anticipo l'albero di natale all'ingresso, sotto la videocamera di vigilanza. l'altro giorno per farle uno screzio ho rubato una pallina facendo gestacci tipo tie' puppa alla camera. Ovviamente sapevo benissimo che puntasse da tutt'altra parte.

Wednesday, November 23, 2016

peri' pero'

quest'estate, con comodo e conveniente volo prenotato 5 giorni prima, ho inaugurato il mio passaporto nuovo di pacca (se ricordate le relative peripezie) svacanzando felicemente in peru'. ecco alcune cose che ho imparato.

1) data la tipologia di vacanza, relativamente scomoda e avventurosa, il turismo peruviano ad agosto e' fondamentalmente composto da ggiovani e meno ggiovani wannabe esploratori europei. i peruviani sono pertanto fermamente convinti che la marca piu' trendy in europa sia quechua.

2) in peru' si fa colazione con pollo, per pranzo pollo, pollo a cena e per tutti gli spuntini pollo. vi racconteranno che fra le linee di nazca uno dei disegni rappresenti un colibri': non e' vero, e' un pollo.

3) apppppproposito di linee di nazca. dichiaro qui pubblicamente, per quanto nessuno ne sentisse la necessita', che benedetta cuor di leone, storicamente ed invincibilmente terrorizzata dagli aerei, ha compiuto il sorvolo delle linee di nazca su un cessna da 8 posti ed e' sopravvissuta. oh c'ho l'attestato eh, producibile si richiesta, quindi sono autorizzata a non mettere piede mai piu' mai piu' mai piu' nella vita su un cessna, giuro, mamma mia che rega' che cosa terbbile. fatelo eh, una figata :)

4) il clima e' secchissimo e il suolo alquanto polveroso. cio' provoca un galoppante fenomeno di sovraproduzione di caccole. la overcaccolosi si andra' aggravando nel corso del viaggio. per non morire soffocati, sarete obbligati a momentanei sollievi meccanici. si', insomma, ve dovete scaccola'. dato che il circuito turistico principale quello e', incontrerete spesso sui fantastici pulman aleatori tra una citta' e l'altra la stessa gente, che dapprima tirera' timidamente su col naso, poi si girera' cercando di nascondere la destinazione delle proprie dita, ed infine verso il terzo-quarto giorno di co-pulman verra' sdoganato lo scaccolamento in pubblico per motivi di stretta sopravvivenza.

5) il peru' ha subito per 10 anni la dittatura del 'presidente' fujimori, attualmente detenuto in un carcere di massima sicurezza per violazioni dei diritti umani di vari ed eventuali. qualsiasi peruviano conosciate, vi dira' oh ma lo sai che c'abbiamo avuto un dittatore cinese? cioe', non hai capito che danni ha fatto sto cinese! pensa che un cinese qui e' arrivato al comando, ecc. sulle prime uno pensa, boh, a me il nome me pare giapponese, ma non e' che so' un'esperta. ma in effetti il tipo e' estremamente giapponese, ed e' anche scappato in giappone a una certa. voglio dire, la sua giapponesita' non e' un segreto tra me voi e wikipedia, ma per qualche bizzarra ragione, tutto il peru' e' convinto che sia cinese. se qualcuno avesse una spiegazione in merito sarei ansiosa di ascoltarla.

6) e' risaputo che i lama sputino. quello che e' un po' meno risaputo, e' che se tu sputi a un lama, questi si incazzera' una cifra, e un lama incazzato non e' una bella cosa, non fatelo! 
(questo e' successo a mio cuggino eh, mica a me)

Monday, November 14, 2016

l'unico frutto dell'amor

lavoro per una compagnia illuminata che, fra le varie e mirabolanti meraviglie per me che vengo dalla campagna (=ricerca pubblica), e' dotata di fruttiera aziendale. nel senso, due volte a settimana arriva l'omino con le cassette della frutta, e tu quando ne hai voglia te la mangi. una cosa pazzesca :) l'altra cosa pazzesca e' legata alle banane. la frutta della cassetta e' variabile, ma ha una costante universale: la presenza di banane. ora, io non so che questione irrisolta abbiano i miei compagnucci di ufficio con le banane, fatto sta che l'omino consegnatore di frutta non fa in tempo ad appoggiare le cassette che le banane sono gia' finite. puf! evaporate. cioe' tipo che se ti andava una banana ma in quel momento eri in bagno, quando torni sei fottuto, non c'e' piu' nulla da fare. ho visto gente mangiarne 2 di seguito, che non pensavo fosse possibile, tipo l'esperimento di mangiare un buondi' in 10 passi senza respirare. il resto della frutta, invece, langue li' a disposizione delle mie merende di tutta la settimana, senza che nessuno se la caghi, con mia grande giuoia.

attratta da questo misterioso fenomeno collettivo- devono essere delle banane buonissime!, mi sono detta- ho iniziato a prendere anch'io la mia banana contrattuale scattando come una molla appena arriva l'omino, allo stesso modo in cui applaudo quando applaudono tutti a teatro, rido quando in una sitcom mettono le risate di sottofondo, e seguirei i miei amici lemmings ovunque andassero. io pero' la banana la metto con molta discrezione nel cassetto. dovete infatti sapere (dovete!) che a me le banane piacciono mature, molto mature, insomma quando proprio sono belle leopardatone (in uno dei miei uffici passati la gente di tutto l'istituto soleva venirmi a portare le proprie banane marce quando le dimenticava troppo a lungo da trovarle commestibili, tipo offerta rituale), e dato che qui non durano neanche 4 secondi, figuriamoci qualche giorno fino a raggiungere un livello di marcezza per me accettabile.

la prima volta che ho tirato la mia banana dopo il necessario periodo di frollaggio fuori dal cassetto, ha sparso intorno un meraviglioso aroma di banana matura ed ho sentito il vento prodotto dai una quindicina di teste che si giravano di scatto verso di me con gli occhi appallati e venati di sangue.
mi sono dovuta nascondere sotto la scrivania per managiarla sana e salva, ed ho capito che per la mia incolumita' era meglio ripiegare sulle mele.

stamattina e' arrivato l'omino con le nostre due cassette della frutta. una e' di sole banane. credo che scrivero' una letterea di ringraziamenti al sindacato.

Wednesday, October 5, 2016

mens sana in corpore sano

nonostante sul tenente colonnello* si possa scrivere un'intero trattato, fin'ora mi sono astenuta a) perche' se lo viene a sapere me mena b) perche' la perculatio ad personam mi sembra un'attivita' poco nobile, ma d'altronde mi sono detta, aho', ma se lui ti massacra tutto il tempo, ma che e' tutta sta carineria? :) quindi bando ai preamboli che qui c'e' molto da recuperare. e se questo post cadesse in mani improprie, ciao tenente colonnello, ti lovvo tantissimo! :)

1-la teoria alimentare: sono spesso stata cazziata pesantemente in quanto vegetariana. infatti l'uomo e' per sua natura ornivoro (e qui io ogni volta mi immagino tutti in piazza duomo a inseguire uccelletti per cena), e chi devia dalla retta via e' destinato a una triste vita di mosciume e culi bassi. diventare vegano e' poi la peggiore disgrazia che possa capitare a uno sportivo- tipo malattia infettiva ('hai visto tizio che s'e' sgonfiato tutto? ha perso tutto il tono' 'chiaro, e' diventato VEGANO', scuotendo il capo)

2-la teoria sull'alcool: allora ragazzi NON dovreste proprio bere (e fin qui), pero' io capisco che il fine settimana uscite, allora fate cosi': limitatevi (e fin qui), niente cocktail zuccherosi (e fin qui), niente birra e SOPRATTUTTO niente vino (?): se proprio dovete bere, whiskey vodka o grappa (??). e' che il vino e' il peggio del peggio: viene dall'uva che e' piena de' zuccheri! invece i superalcolici non hanno calorie, e' tutta energia! (e qui il povero Joule si rivolta nella tomba). una volta mi sono azzardata a obbiettare: scusa  ma invece whiskey vodka o grappa secondo te con cosa li fanno? col radicchio? nel senso, la fermentazione alcolica.. e lui, no scusa ste cose chi te le ha dette? io. e tu che ne sai? sono una scienziata. una che? mmm, sto facendo il corso per sommellier. ah davero? fico! vabbe' pero' il vino nun te lo bere.

3-la teoria del crossfit: il tenente colonnello, che pure e' un bravo allenatore, non azzecca un nome ne' di un esercizio, ne' di un allievo, ne' di niente di niente, manco per sbaglio. siamo quindi incitati ogni 10 secondi all'antroversione scapolare (antiversione), ed eseguiamo muntanclìmbers (mountain climbers), jump jumpers (jumping jacks) e turkish kebab (turkish getup) e chi più ne ha più ne metta.

4-la genetica: il buon sportivo non deve mai ignorare che oltre allenamento, alimentazione e riposo, un altro fattore e' in agguato pronto ad inficiare i risultati tanto agognati: la stramaledettissima genetica. l'umanita' si divide in 3 tipi di conformazione, gli ectomorfi, gli endomorfi e i mesomorfi, la cui dotta esegesi del tenente colonnello potremmo qui riassumere in: i secchi de' mmerda, i ciccioni de' mmerda, e quelli che geneticamente nun saresti manco messo tanto male, ma te sei visto?? in palestra abbiamo da poco introdotto una umilliante pratica nota come 'la pesa delle vacche'. davanti a quanta piu' gente possibile, il malcapitato di turno sale sulla bilancia a impedenze e viene dileggiato per la qualunque, compreso il peso delle ossa ('c'hai 3 chili di scheletro!!! ahahAHAHAHA!')

in virtu' del mio allenarmi 350 volte a settimana, per la pesa delle vacche ho vinto la categoria 'atleta' invece che comune mortale. al mio turno salgo timidamente e a-AH! uddio che c'e'? no e' che andresti pure quasi bene se fossi una persona normale, ma come atleta.. (scuotendo il capo con cordoglio).
e niente, fumata nera. io e la mia autostima torniamo alla nostra carriera intellettuale.

* il mio istruttore di crossfit

Friday, September 16, 2016

il box auto logora chi non ce l'ha

tempo fa mi scadeva un conto deposito in banca e mi sono detta, e mò che ce faccio co' sti soldi? dato che attualmente gli interessi fanno ride, ho chiesto a un amico ricco un consiglio per un investimento. amico ricco mi ha detto, comprati un box auto a roma o a milano e affittalo. mi e' sembrata un'idea sensata (tant'e' che a me non sarebbe mai venuta in mente), e ho dato un'occhiata in giro. ma sapete quanto costa un box auto a roma o a milano? mediando su zone di prezzi molto diversi fra loro, ovvero sparando un numero a cazzo, diciamo un sessantamila euro. che l'ho scritto a lettere perche' magari uno pensa che ho scritto male gli zeri. no no, proprio 60000 euro. cioe', suppponiamo che uno abbia uno stipendio discreto, facciamo un 2000 euro. vuol dire 30 mesi di stipendio. 30 mesi in cui non puoi dormire sotto un tetto, mangiare e comprare scarpe nuove per pagarti un box auto. che passi mangiare, dormire, che a quel punto puoi dormire nel box auto, ma cazzarola, le scarpe oh, non scherizamo (non che io non abbia questi rigurgiti antisistema ANCHE per i prezzi degli appartamenti a roma e milano, ma e' che quelli hanno troppi zeri, il mio cervello non arriva a comprenderli, nessuno me li scrive a lettere e il problema non si pone). al che ho pensato: ma siamo pazzi? mi rifiuto di alimentare questo mercato dello strozzinaggio, che poi Quelli ci spekulano su con le societa' offshore, le scie kimike e l'oscillococcinum, giammai, SVEGLIAAAA!!!11!!1! piuttosto mi compro un'isola e mi ci ritiro a vivere fuori da questa spirale di delirio capitalistico, e giacché non avevo una mazza da fare, mi sono informata in merito. sorpresa sorpresa, ho trovato un fantastico articolo che pareva scritto apposta per me, il cui titolo era circa 'isole al prezzo di un box auto' (giuro) ed ho quindi scoperto intere agenzie dedicate alla compravendita di isole. cioe', ci sono quelli che comprano e vendono bici usate, quelli che comprano e vendono biglietti per i concerti, e quelli che comprano e vendono isole. ganzo. si parte dai modelli basic, senza connessioni ne' fabbricati, e si arriva fino a quelle con interi resort e praticamente la fermata della 90/91 che si prende sulla circonvalla, che gonfia tanto tanto le gomme e arriva fino li'. figata, ho pensato. gli amici avevano un bel dirmi si ma poi per arrivarci e andartene ogni volta e' un capitale, io mica ci volevo fare i fine settimana, io mi ci volevo ritirare in eremitaggio for good: a me interessava solo l'andata, ovviamente. e dato che propendevo per i modelli basic- per puri motivi ideologici, non per il numero di zeri, ça va sans dire, e adocchiandone pure una bellina-, sognandomi in un posto inarrivabile ai piu' e isolata dal folle mondo in cui un padre di famiglia deve indebitarsi 10 anni per comprare un box auto, gira gira mi hanno fatto notare che un posto cosi' potevo andare e occuparlo senza neanche comprarlo prima, tanto nessun altro si sarebbe scomodato a venirmi a cacciare.

alla fine tra box auto e isola sapete che ho fatto? ho rinnovato il conto deposito (ovviamente).

Tuesday, July 26, 2016

la canción del verano

come ogni anno a luglio arriva quel momento in cui ti penti di aver studiato lo spagnolo: la canzone dell'estate. perche' la canzone dell'estate, oltre al comprensibile requisito di orecchiabilita', deve anche rispondere a quello piu' sottile di essere in lingua spagnola, con sporadici casi di portoghesismo. perche' lo spagnolo, rispetto agli altri idiomi, fa un sacco piu' estate (o piu' rivoluzionario, o piu' macho, a seconda dei casi). non che per capire gli elaborati testi sia necessario un diploma dell'instituto cervantes, ma ahime' aiuta, e ti fa rimpiangere quando canticchiavi solo qualche sol-amor-corazón qua e la' aprendo e chiudendo a caso la bocca per il resto del pezzo tipo il pesciolino dory. premetto poi una scottante confessione: io ho un imperdonabile debole per il poppettaccio spagnolo e latino. cioe' vorrei tranquillizzarvi, mi ascolto pure di meglio, ma se mi mettete shakira, confesso, io col culo sulla sedia non ci so restare, ecco ora l'ho detto- avete presente la scena del 'resisti senza sollevare le braccia' di in & out? l'attenuante di kevin kline e' che fosse gloria gaynor e non paulina rubio, la mia e' che ho contratto questo vizio durante la mia epica adolescenza barcellonese, fatta di etiliche indimenticabili notti ballerecce smaltite sulle banchine ad aspettare la prima metro dell'alba, quanta poesia- e qui qualcuno potrebbe obbiettare, a barcellona ti ci sei trasferita a 27 anni. vabbe' rega', ognuno adolesce quando puo'.
eccovi quindi il mio best of-worst of- e si', lo so, non aspettavate altro. 

iniziamo dalla mia preferita in carica, duele el corazón di enrique iglesias. narra del suo ammore per una fanciulla impegnata con un tizio ricco ma noioso mentre lui e' povero ma la fa ballare tanto ed e' bono come er pane, rendiamogliene atto- d'altronde la sua casa discografica non lo foraggia solo per il vincolo dinastico e il suo accapponante uso del congiuntivo- e quindi lei gliela da' lo stesso ma si deve decidere perche' lui s'e' rotto i maroni- qui in realta' e' un po' contraddittorio, prima dice fa niente, poi ti accanno, insomma la povera ragazza sara' un po' confusa. caratteristica della canzone e' la frequenza senza precedenti della parola pies (piedi), in frasi tipo: 
bailamos hasta las diez/ hasta que duelan los pies
(ballEmo(1) fino alle dieci/ fino a che non ci facciano male i piedi- io questo dieci lo trovo un po' spiazzante. della sera? non e' un po' prestino? della mattina? non ci e' dato saperlo. e non dite che e' perche' fa rima perche' pies rima pure con tres che mi sembra piu' difendibile)
o
con él te duele el corazón/ y conmigo te duelen los pies
(con lui ti fa male il cuore/ e con me ti fanno male i piedi)
che, ne converrete, e' il piu' bel verso d'amore di tutti i tempi.

la peggiore e' la raccapricciante el taxi dello statunitense di origini latine pitbull, che in effetti e' dell'anno scorso, quindi per favore qualcuno lo dica al tenente colonnello(2) che continua a propinarmela a lezione, e gia' soffro abbastanza anche senza. parla di lui che conosce un mignottone (sic), ma tanto non e' che vuole metterci su casa, quindi va bene cosi' anzi moooolto mejo. doppi sensi non molto doppi a parte, la canzone dice circa solo io l'ho conosciuta in un taxi/ sulla strada per il club/ me l'ha fermato/ il taxi/ me l'ha fermato/ il taxi/ meeeeee l'ha fermato/ il taxi/ ecc. sulla relativa pagina di youtube si trovano prevalentemente commenti di latini che lo pijano per il culo, tra cui spicca, votatissimo, il geniale 
'ed e' per questo che trump ci odia'. 

(1) liberamente tradotto per rendere l'errore grammaticale
(2) il mio istruttore di crossfit

Wednesday, July 20, 2016

la mia voce è il mio passaporto (se, magara)

avete mai provato a rinnovare il passaporto a fine luglio senza appuntamento? ecco bravi non fatelo. ma se fate come me parte della schiera dei rincoglioniti che si accorgono proprio in queste date dell'infausta scadenza, ne avete comunque bisogno e non trovate ore all'uopo appuntamentabili fino alle calende di un qualche mese a caso ben oltre le vostre ferie, è effettivamente prevista dalla polizia di stato, che conosce i suoi polli, la modalità rincoglioniti in sovrannumero (in ragione di 5 rincoglioniti al dì). allora, funziona così: voi vi fate tutta la vostra collezione di bolli, versamenti non fattibili via internet con sigilli in ceralacca con lo stemma di famiglia che portate al mignolo, foto, modulame, rave e fave, andate lì e pregate iddio che si liberi un buco, tra una persona legalmente prenotata e un'altra. quello che ho fatto io ieri mattina arrivando fresca fresca alle 9 al commissariato al grido di inutile che vado prima tanto i primi con prenotazione sono andati sicuro, e il poliziotto all'ingresso mi ha guardato come se venissi da marte e mi ha detto che alle 6:30 di mattina quando aveva attaccato lui c'erano già 9 persone in sovrannumero in fila. sospiro. torno stamattina a quell'ora, in stato comatoso. ovviamente era più deserto del deserto del gobi, ma a murphy si comanda. inizio ad aspettare. dopo un paio d'ore immobile senza parlare con nessuno, circondata da gente di ogni parte del globo per il ritiro del permesso di soggiorno che scompare in scaglioni di una dozzina in uffici sconosciuti, inizio ad avere visioni mistiche. sentendomi sporca dentro e marchiata dalla lettera scarlatta S di Sovrannumero, ogni mia fibra si trasforma in attesa, non vado neanche al bagno e cerco di respirare non troppo forte per non rischiare di non sentire che mi chiamano-non so se rendo l'idea. quando verso le 9:30 mi gioco il jolly della telefonata a casa e dopo poco arriva la mia colazione, credo distintamente di capire cosa prova qualcuno disperso in montagna che vede arrivare il san bernardo.

per farla breve, verso le 11:30 vengo chiamata da un funzionario che a quel punto vedo con alucce e aureola, che si scusa pure per l'attesa spiegando che doveva prima sbrigare le regolari prenotazioni (macché ti scusi pure? non la vedi la S scarlatta? stavo per saltargli al collo e baciarlo per la commossa gratitudine), tempo 2 minuti netti ho finito, e chissà se accetteranno la mia richiesta di urgenza, altrimenti mi tocca aspettare il mese d'ordinanza-che poi perché ce voglia un mese a stampà un passaporto ancora lo devo capì, ma la burocrazia non la puoi capire, la puoi solo amare (o odiare, che sò scelte de campo, ugualmente inutili, vedete voi).

mi sa che quest'anno le ferie le faccio a santa marinella.

Monday, July 11, 2016

memento scassare gli zebedei semper

c'era una volta una mia amica, che chiameremo C (ciao C! :) ) che all'ora di merenda aveva  un'irresistibile voglia di una bella mela (che poi questa cosa di aver voglia di una bella mela io non la capisco, io le mele le mangio per dovere morale. posso aver voglia di un bel gelato, di un bel piatto di pasta, ma di una bella mela no. sono nata cicciona, di padre e di madre). C si fa dunque una passeggiata fino al supermercato piu' vicino per prendersi una succulenta mela di una nota marca, dall'aspetto bellissimo. se ne torna in ufficio con il suo ghiotto bottino e l'acquolina in bocca, e quando tutta contenta addenta la mela, la trova marcia dentro. e allora C, invece di buttarla e andarsi a prendere i tarallini alle macchinette come avremmo fatto tutti, che cosa fa? scrive alla nota marca.
cara nota marca, avevo tanta voglia di una bella mela, ed era marcia, mi avete rovinato la merenda, sono molto molto disappointed, e ora che faccio?

fino a qui sembra solo una normale storia di follia, ma la cosa piu' bizzarra e' che nota marca risponde, scusandosi moltissimo, fornendo dotte spiegazioni sugli esami non invasivi cui sottopone le sue mele una per una, con esaurienti particolari sull'errore di misura degli strumenti (perche' C mica e' una scassapalle qualsiasi, e' una scassapalle scienziata :) ). nota marca invita dunque C ad una visita alla loro azienda con cassetta di mele in omaggio.

l'altro giorno ho trovato un grosso coso bruciaticcio dentro i miei punitivi cereali cruscosi, che gia' di loro poverini sembrano pellet. naturalmente me li so' magnati lo stesso ma, avendo fatto tesoro dell'edificante esperienza di C, finita la colazione ho mandato una mailaccia corredata di foto al signor cereali (caro signor cereali, ecc.). ne ho ottenuto pronta risposta, dotte spiegazioni, e la profferta di invio di una campionatura omaggio. ole'.

(con mio sommo disappunto pero', non sono stata invitata a visitare la fabbrica. moriro' nell'ignoranza di come si fabbrica il pellet)

Monday, May 9, 2016

be like billa

billa è depressa per un commento idiota.
billa però è intelligente e invece di divano e cioccolato decide di reagire e di provare il suo primo HIIT* di corsa al parco.
billa spinge oltre i limiti delle sue forze negli sprint come il roadrunner quando fa il dito medio a wile e. coyote e si sente libera e felice.
al minuto 9 billa inizia ad accusare forti dolori al petto e l'irresistibile bisogno di scaracchiare tipo lama.
al minuto 10 billa ha un infarto e cade stecchita a terra nella zona dedicata ai giuochi dei bambini, segnando indelebilmente generazioni di futuri sedentari.
billa non era mica poi tanto intelligente, tu non essere come billa, la prossima volta divano e cioccolato.



*come, non sapete cos'e' un HIIT? ma in che siti di fitness vivete?? (sospiro). dunque, HIIT=High Intensity Interval Training. nel caso specifico, 30 secondi di scatto rapidiiiissimo e 30 di camminata, alternando per 15-20 minuti (se', cor cazzo). si' esatto, quella che quando te la infliggevano alle superiori la chiamavano corsa a scatti. d'altronde chiamavamo pantacollant i leggings. panta rei.

Friday, April 1, 2016

la prima regola del crossfit

la prima regola del crossfit e' dire a tutti che fai crossfit. la seconda regola del crossfit e' dire a tutti che fai crossfit (suppongo che sia per lo stesso principio per cui mi nonna mi raccontava sempre con dovizia di particolari i suoi acciacchi, tanta sofferenza si sopporta meglio se condivisa). ok, dunque diciamocelo, oh rega', io faccio crossfit. da un mesetto, e non e' il mio sport principale, ma questa e' un'altra storia. comunque e' andata cosi': un amico per rispetto della cui privacy lasceremo anonimo (ciao frncscsntnll! :) ), spaventato dall'imminente prova bikini, si era fatto irretire a provare questa cosa che alcuni colleghi fanno in pausa pranzo. il giorno della lezione di prova mi era saltata la lezione di Sport Principale, quindi ho detto vabbe', e' aggratis, e' vicino, daje vengo pur'io. da li' a come mi sono iscritta il passaggio mi e' meno chiaro, perche' dire che mi sia piaciuto o mi sia divertita e' un po' fuorviante (non hai tempo per divertirti, sei troppo impegnato a sopravvivere), ma tant'e', non solo mi sono iscritta ma ci vado regolarmente, dev'essere sindrome di stoccolma. lo facciamo in uno scantinato pieno di ganci, anelli, bilancieri, panche inclinatissime, insomma ogni tipo di strumenti di tortura che neanche la stanza dei giochi di mr grey, sotto l'implacabile guida del Tenente Colonnello (che in realta' e' un tranquillone, ma il nomignolo gliel'ho appioppato ancora prima di fare la prova, immaginandolo mentre mi urlava 'soldato palla di lardo!' per farmi muovere il culo, e Tenente Colonnello e' rimasto). che insomma 2 giorni fa, dopo lezioni e lezioni in cui mazzolava le mie gambotte, il Tenente Colonnello ha deciso di farmi fare un workout di soli addominali. e io tse', e che ci vuole. il giorno successivo, verso l'ora di pranzo, ho iniziato ad accusare dei dolorini muscolari. nel pomeriggio, emettere dei colpi di tosse mi ha provocato dei dolori tanto lancinanti da vivere con terrore la possibilita' di insorgenza di altra tosse nel corso della giornata. la paralisi del tronco e' andata progredendo e ieri sera temevo di non potermi alimentare e di morire per incapacita' a respirare nel sonno. invece contro ogni pronostico ho passato la notte. ma come tutti gli sportivi sanno, il picco del dolore e' alle 48 ore. stamattina, al tentare di alzarmi dal letto, ho capito cosa prova una tartaruga rigirata sul guscio.

e' ora dell'allenamento, mi raccomando non fiori ma opere di bene.

Friday, March 11, 2016

fenomenologia del marciapiede milanese

marciapiede
mar·cia·piè·de/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Parte della sede stradale riservata al transito dei pedoni, per lo più ai lati della strada e a livello più o meno sopraelevato.
    "camminare sul m."

sembrerebbe tutto molto chiaro. ma ai milanesi non lo e' affatto. dopo un anno e mezzo di permanenza, ho realizzato che evidentemente il milanese non e' in grado di camminare. muove le chiappe del culo unicamente nelle palestre, tutte affollate come l'olimpica quando c'e' la partita, o nelle piscine, assimilabili a tonnare. in effetti il milanese medio, soprattutto se donna, e' piu' secco di una scultura di giacometti. ma camminare no, vade retro. il marciapiede milanese e' invece riservato al transito di, nell'ordine: macchine (non solo nel senso di macchine parcheggiate, bensi' macchine che percorrono decine di metri per cercare parcheggio), motorini, biciclette di gente che ti si appiccica al culo e ti suona pure il campanello se non ti sposti, monopattini e, i miei preferiti, mezzi di trasporto hipster assortiti,  nella cui scelta il milanese dimostra tutta la sua immaginazione: oltre alle suddette bici, sul marciapiede e' normale vedere orde di yuppies in monopattino, segway, segway board (coso di cui non conoscevo neanche l'esistenza, in effetti il nome me l'ha svelato google or ora: una pedanina con due ruote e basta, ancora non mi sono convinta appieno che non violi qualche legge fondamentale della fisica), skateboard e pattini per i piu' scafati, ci mancano il salterello e la pallona rimbalzona della mia infanzia ma credo che non tarderemo. che insomma io mi chiedo, lo fanno per motivi di ottimizzazione tempo o perche' fa figo (evidentemente il concetto di figo e' fortemente dipendente dalla latitudine, a roma se vai in giro in giacca cravatta e monopattino quantomeno te menano)? e soprattutto, quando sei arrivato a destinazione, il monopattino dove te lo ficchi? nella ventiquattr'ore? ai posteri l'ardua sentenza.

da pedona irriducibile e camminatrice fanatica, io odio ferocemente tutte queste categorie, ed e' in effetti un miracolo come io non sia ancora morta in una rissa da strada con qualche marciapiedista abusivo. pero' devo fare una confessione: l'altro giorno da decathlon ho visto per caso le scarpe che quando ero bambina io non esistevano ed ho sempre invidiato tantissimo agli odierni infanti, quelle con le rotelle a scomparsa nel tacco, numero 38, ed ho sentito la mia integrita' pedonale andare giu' per lo scarico del cesso con una musichetta deliziosa...

Wednesday, March 2, 2016

ama milano

ora, io capisco che la fantasia sia un dominio limitato, ma penso seriamente che gli omini che scelgono i nomi agli eventi di questa citta' forse dovrebbero sforzarsi un pochetto di piu'. mediamente si limitano a battezzarli nella forma verbo imperativo + milano. abbiamo tutto un repertorio di: ama milano, scopri milano, naviga milano, corri milano, gira milano, pulisci milano, pedala milano. capisco anche che qui siamo oltre il raccordo, ma davvero nessuno alle scuole medie diceva a costoro di ripetere tante volte 'jonico' veloce? 
dai ragazzi, o vi impegnate di piu' voi, o tocca cambiare nome alla citta' :)

(quando mi sganascio scompostamente per il nome dell'evento di turno, un amico milanese piccatissimo mi ricorda che quando anni fa vivevamo entrambi a torino, lo slogan della campagna elettorale di non diremo quale candidato sindaco era 'torino in testa')

Thursday, February 25, 2016

sic transit gloria microundi

mi e' capitato il peggior incidente domestico che possa capitare a una benedetta: mi si e' rotto il microonde. quelli di voi che mi conoscono poco diranno, e pazienza, l'acqua per il te' scaldatela con il pentolino. siete matti? gli amici stretti invece si saranno gia' gettati sul telefono per presentarmi le loro condoglianze e offrirmi supporto psicologico in questo difficile momento. contesto: la storia del mio amore per il microonde comincio' una decina di anni fa, in contemporanea alla mia transumanza per l'europa. quando il primo giorno del resto della mia vita mi installai trionfalmente nel mio nido estero, mi resi conto che nell'ebbrezza di aver trovato dopo molti sforzi un alloggio dotato di un rarissimo esemplare di bidè, avevo trascurato un piccolo dettaglio: nel millimetrico tetris elettrodomestico della cucina, al posto del forno occhieggiava ieratico il timer di un ordigno sconosciuto: un microonde. dopo l'iniziale scoramento, capii che essendo vegetariana, buongustaia, schizzinosa, a dieta perenne e in sintesi una gran rompiballe in tema di cibo, non mi restava che una soluzione: imparare. e cosi' fu. io col microonde ci faccio pure i taralli, i suffle' e le meringhe. praticamente, senza non so neanche allacciarmi le scarpe. ergo l'altro giorno ho accusato il colpo con classe (leggi attacco isterico), ed ho ordinato l'ultimo fiammante ritrovato della tecnica moderna su internet.

ci tenevo a dirvelo perche' la consegna e' prevista entro un paio di giorni. ci salutiamo bene adesso, nel frattempo saro' morta di fame.

Wednesday, February 10, 2016

conversazioni filosofiche con il fruttarolo

ero in fila dietro un'amabile vecchina dal mio amico fruttarolo che scalpitava per servire me ('signora, e i peperoni li vuole grandi grandi, e il cavolfiore lo vuole piccolo, e stiamo facendo aspettare la dottoressa!'). la amabile chiede due finocchi da mangiare crudi e un'altra filante chiede la differenza con i comuni mortali finocchi. al che la signora mette il tono della voce su modalita' 'memoria storica' e trasportandoci tutti nel favoloso universo parallelo degli ortaggi spiega che si dice che i finocchi femmina sono da mangiare crudi, i maschi vanno meglio cotti, perche' sono piu' coriacei, quindi crudi non vanno bene ma tengono invece meglio la cottura. pendiamo tutti dalle sue labbra, poi fruttarolo si rigira tra le mani per un po' un finocchio cercando suppongo i genitali per capirne il sesso, dopodiche' scrolla le spalle, gliene da' due piccoli e vecchina e fruttarolo si salutano mutuamente soddisfatti.

benedetta: accidenti, non si finisce mai di imparare
fruttarolo: eh, poi a te imparare piace no, che fai la scienziata. a proposito, ma quindi lavori per lo stato?
b: mm, no, per un istituto.
f: ah. tie', prova un mandarino. ma scusa, quindi hai studiato, ti sei laureata, dopo hai fatto il dottorato, e non lavori per lo stato? io credevo che poi vi assumeva tutti. non e' cosi'?
b: eh, direi proprio di no.
f: ma allora che vi fanno studiare tanto a fare. com'e' il mandarino?
b: amaro..
f: ah allora te lo cambio. vuoi le pere?
b: no no, il mandarino va benone. le pere non mi piacciono..

(pensierosa per cotanta profondita' ortofrutticola, sulla via del ritorno riflettendo profondamente sul fatto che non mi piacciono le cose che iniziano per p -pere, prugne, papaya- e vado matta per quelle che iniziano per m -mirtilli, melograno, mango. non puo' essere una coincidenza. sveglia!!!11!!!!1)
(morale del racconto: e' stato un investimento farmi studiare)

Tuesday, February 2, 2016

il misterioso mistero dei fenicotteri rosa scomparsi

grazie all'entusiasmo di un amico milanese di quelli appassionati delle cause perse che cerca di farmi piacere milano, ho scoperto una curiosita' poco conosciuta: il giardino di un palazzo di un quartiere bene con una fontana in cui sguazzano felici dei maestosi fenicotteri rosa (se proprio vogliamo essere pignuoli un po' spennacchiati e palliducci, ma sono fenicotteri di citta', direi che di meglio non si poteva chiedere, grazie per i fenicotteri rosa amico milanese, ho apprezzato!). stupita da questa surreale visione, sono tornata qualche volta a guardarli, pensando sempre alla scena della grande bellezza dei fenicotteri sul terrazzo, che uno non poteva vederla senza pensare chissa' quanto lo scagazzeranno il terrazzo sti uccelloni, poche storie, i milanesi sono avanti, a questi gli scagazzano il cortile 24/7. un po' di tempo fa sono passata e niente, lavori in corso in cortile, fontana sottosopra, niente fenicotteri. ohibo', ho pensato. oggi ripasso, idem come sopra. che insomma io mi sono chiesta, capisco i lavori, ma i fenicotteri dove se li sono messi? nelle vasche da bagno? in piazza duomo coi piccioni? in villeggiatura dalla zia in liguria? insomma, dove te li tieni dei fenicotteri rosa per un mese? superando la mia proverbiale timidezza ho pensato sai che c'e', io chiedo. al secondo passante che alla mia domanda 'dove sono i fenicotteri? i fenicotteri rosa?' sgranava gli occhi ed affrettava il passo, ho pensato che era il caso di non proseguire nell'indagine ed abbandonare velocemente la zona.

quindi amici milanesi, questo e' un accorato appello. dove sono i fenicotteri rosa? chi sa' parli! qualcuno deve pur averli notati, non e' che possano passare inosservati (a meno che non si siano trasferiti in zona IED nel qual caso, mimetizzati con la fauna locale, non li troveremo mai piu')

Wednesday, January 13, 2016

un piccolo passo per una donna, un grande passo per l'umanita'

anno nuovo, vita nuova. ho detto no ai peli superflui, vediamo mo' loro che dicono. 
dopo attenta valutazione delle piu' sofisticate tecniche disponibili sul mercato, ho scelto la luce pulsata. allora ieri sono andata a fare una prova. la prova consiste nella tizia che ti spiega molto bene come funziona, rischi, vantaggi, rave e fave, poi un'analisi del tuo fototipo, poi te la intorta cercando di venderti una specialissima crema idratante da applicare prima e dopo la sessione al prezzo al chilo del plutonio, poi ti dice che dopo una media di una decina di sedute puoi dichiararti libera dai peli per sempre, salvo un richiamo una volta l'anno tipo antitetanica, e poi si passa all'azione su una piccola zona di prova. a quanto pare, il fototipo biancanevico (bianca bianca e nira nira) di cui madre natura nonche' madre-madre mi hanno dotato, e' il non plus ultra per questo tipo di tecnica. praticamente, a sentire la tipa, sono nata per la depilazione a luce pulsata. oh, figata, ho pensato fra me e me, finalmente ho scoperto la mia vera vocazione, in effetti dovevo pur averne una: da grande faro' la depilazione permanente. la tipa ti spieghera' che proverai solo un leggero pizzicore ma per mettere le mani avanti ti chiedera' circospette informazioni sulla tua soglia del dolore, al che le ho spiegato che con ogni probabilita' avrei insultato lei e tutti i suoi avi e avrei tentato di cavarle gli occhi, ma niente di personale. mutuamente informate dunque di tutto il dovuto, dopo aver indossato dei magnifici occhiali da saldatore stile flash dance (nella piu' lusinghiera delle ipotesi) siamo passate alla fase sterminio. che effettivamente non e' simpatica, ma c'e' di peggio, ergo gli occhi della tipa risiedono ancora nelle orbite di appartenenza (lo stesso purtroppo non possiamo dire degli avi), per cui niente di degno di nota, a parte il fatto che il fortunato centro da me prescelto si ubica vicino a un noto polliarrostivendolo davanti al quale passo ogni giorno inalando effluvi di pollo arrosto. 
ecco, ho scoperto, l'odore non e' di pollo arrosto.

voto: consigliatissimo (hai visto mai lo leggesse la mia estetista, in fondo ha pur sempre un laser in mano).

ah, la crema al plutonio l'ho comprata (in confezione famiglia, vuoi mettere la convenienza), ça va sans dire.

Thursday, January 7, 2016

il buon giorno si vede dal mattino

colazione al bar (che poi per me che appena mi sveglio devo magna' altrimenti sono intrattabile, piu' del solito si intende, e' un evento piu' unico che raro, riservato ai casi gravissimi, tipo guerre termonucleari globali, esplosione della cucina o estinzione mondiale delle mucche da yogurt greco), elegante e fornitissima pasticceria. mamma rifattona con relativo orrendo marmocchio viziatissimo si avvicinano al bancone, da cui gli sorride cortese e professionale l'omino della colazione. il bambino e' indeciso tra 25 cose, anzi no non gli piace niente, insomma quando inizia a formarsi una certa fila, omino, sempre cortese e professionale e con faccia da poker ma il cui guizzo negli occhi di tanto in tanto tradisce ora la sua posizione sull'aborto, decide di cercare di sbloccare la situazione elencando le meraviglie a disposizione.
abbiamo torta al cioccolato, al limone e alle noci (nessuna reazione di orrendo marmocchio), crostate di 3 marmellate diverse (zero), sfogliatelle ricce oppure frolle (nisba), briosche appena sfornate, da sole o con gelato (macche'), pasticceria secca e biscottini da te' (figurati), cornetti semplici oppure si possono aprire e dentro possiamo mettere cioccolata, bianca nera o al latte, crema, nutella, marmellata, panna e frutti di bosco, posso pure tagliarmi una mano e ti ce la metto dentro.

dato che ero l'unica a ridere ho pensato che per la mia incolumita' fosse arrivato il momento di finire il caffe' ed uscire a fumare :)