Tuesday, July 26, 2016

la canción del verano

come ogni anno a luglio arriva quel momento in cui ti penti di aver studiato lo spagnolo: la canzone dell'estate. perche' la canzone dell'estate, oltre al comprensibile requisito di orecchiabilita', deve anche rispondere a quello piu' sottile di essere in lingua spagnola, con sporadici casi di portoghesismo. perche' lo spagnolo, rispetto agli altri idiomi, fa un sacco piu' estate (o piu' rivoluzionario, o piu' macho, a seconda dei casi). non che per capire gli elaborati testi sia necessario un diploma dell'instituto cervantes, ma ahime' aiuta, e ti fa rimpiangere quando canticchiavi solo qualche sol-amor-corazón qua e la' aprendo e chiudendo a caso la bocca per il resto del pezzo tipo il pesciolino dory. premetto poi una scottante confessione: io ho un imperdonabile debole per il poppettaccio spagnolo e latino. cioe' vorrei tranquillizzarvi, mi ascolto pure di meglio, ma se mi mettete shakira, confesso, io col culo sulla sedia non ci so restare, ecco ora l'ho detto- avete presente la scena del 'resisti senza sollevare le braccia' di in & out? l'attenuante di kevin kline e' che fosse gloria gaynor e non paulina rubio, la mia e' che ho contratto questo vizio durante la mia epica adolescenza barcellonese, fatta di etiliche indimenticabili notti ballerecce smaltite sulle banchine ad aspettare la prima metro dell'alba, quanta poesia- e qui qualcuno potrebbe obbiettare, a barcellona ti ci sei trasferita a 27 anni. vabbe' rega', ognuno adolesce quando puo'.
eccovi quindi il mio best of-worst of- e si', lo so, non aspettavate altro. 

iniziamo dalla mia preferita in carica, duele el corazón di enrique iglesias. narra del suo ammore per una fanciulla impegnata con un tizio ricco ma noioso mentre lui e' povero ma la fa ballare tanto ed e' bono come er pane, rendiamogliene atto- d'altronde la sua casa discografica non lo foraggia solo per il vincolo dinastico e il suo accapponante uso del congiuntivo- e quindi lei gliela da' lo stesso ma si deve decidere perche' lui s'e' rotto i maroni- qui in realta' e' un po' contraddittorio, prima dice fa niente, poi ti accanno, insomma la povera ragazza sara' un po' confusa. caratteristica della canzone e' la frequenza senza precedenti della parola pies (piedi), in frasi tipo: 
bailamos hasta las diez/ hasta que duelan los pies
(ballEmo(1) fino alle dieci/ fino a che non ci facciano male i piedi- io questo dieci lo trovo un po' spiazzante. della sera? non e' un po' prestino? della mattina? non ci e' dato saperlo. e non dite che e' perche' fa rima perche' pies rima pure con tres che mi sembra piu' difendibile)
o
con él te duele el corazón/ y conmigo te duelen los pies
(con lui ti fa male il cuore/ e con me ti fanno male i piedi)
che, ne converrete, e' il piu' bel verso d'amore di tutti i tempi.

la peggiore e' la raccapricciante el taxi dello statunitense di origini latine pitbull, che in effetti e' dell'anno scorso, quindi per favore qualcuno lo dica al tenente colonnello(2) che continua a propinarmela a lezione, e gia' soffro abbastanza anche senza. parla di lui che conosce un mignottone (sic), ma tanto non e' che vuole metterci su casa, quindi va bene cosi' anzi moooolto mejo. doppi sensi non molto doppi a parte, la canzone dice circa solo io l'ho conosciuta in un taxi/ sulla strada per il club/ me l'ha fermato/ il taxi/ me l'ha fermato/ il taxi/ meeeeee l'ha fermato/ il taxi/ ecc. sulla relativa pagina di youtube si trovano prevalentemente commenti di latini che lo pijano per il culo, tra cui spicca, votatissimo, il geniale 
'ed e' per questo che trump ci odia'. 

(1) liberamente tradotto per rendere l'errore grammaticale
(2) il mio istruttore di crossfit

Wednesday, July 20, 2016

la mia voce è il mio passaporto (se, magara)

avete mai provato a rinnovare il passaporto a fine luglio senza appuntamento? ecco bravi non fatelo. ma se fate come me parte della schiera dei rincoglioniti che si accorgono proprio in queste date dell'infausta scadenza, ne avete comunque bisogno e non trovate ore all'uopo appuntamentabili fino alle calende di un qualche mese a caso ben oltre le vostre ferie, è effettivamente prevista dalla polizia di stato, che conosce i suoi polli, la modalità rincoglioniti in sovrannumero (in ragione di 5 rincoglioniti al dì). allora, funziona così: voi vi fate tutta la vostra collezione di bolli, versamenti non fattibili via internet con sigilli in ceralacca con lo stemma di famiglia che portate al mignolo, foto, modulame, rave e fave, andate lì e pregate iddio che si liberi un buco, tra una persona legalmente prenotata e un'altra. quello che ho fatto io ieri mattina arrivando fresca fresca alle 9 al commissariato al grido di inutile che vado prima tanto i primi con prenotazione sono andati sicuro, e il poliziotto all'ingresso mi ha guardato come se venissi da marte e mi ha detto che alle 6:30 di mattina quando aveva attaccato lui c'erano già 9 persone in sovrannumero in fila. sospiro. torno stamattina a quell'ora, in stato comatoso. ovviamente era più deserto del deserto del gobi, ma a murphy si comanda. inizio ad aspettare. dopo un paio d'ore immobile senza parlare con nessuno, circondata da gente di ogni parte del globo per il ritiro del permesso di soggiorno che scompare in scaglioni di una dozzina in uffici sconosciuti, inizio ad avere visioni mistiche. sentendomi sporca dentro e marchiata dalla lettera scarlatta S di Sovrannumero, ogni mia fibra si trasforma in attesa, non vado neanche al bagno e cerco di respirare non troppo forte per non rischiare di non sentire che mi chiamano-non so se rendo l'idea. quando verso le 9:30 mi gioco il jolly della telefonata a casa e dopo poco arriva la mia colazione, credo distintamente di capire cosa prova qualcuno disperso in montagna che vede arrivare il san bernardo.

per farla breve, verso le 11:30 vengo chiamata da un funzionario che a quel punto vedo con alucce e aureola, che si scusa pure per l'attesa spiegando che doveva prima sbrigare le regolari prenotazioni (macché ti scusi pure? non la vedi la S scarlatta? stavo per saltargli al collo e baciarlo per la commossa gratitudine), tempo 2 minuti netti ho finito, e chissà se accetteranno la mia richiesta di urgenza, altrimenti mi tocca aspettare il mese d'ordinanza-che poi perché ce voglia un mese a stampà un passaporto ancora lo devo capì, ma la burocrazia non la puoi capire, la puoi solo amare (o odiare, che sò scelte de campo, ugualmente inutili, vedete voi).

mi sa che quest'anno le ferie le faccio a santa marinella.

Monday, July 11, 2016

memento scassare gli zebedei semper

c'era una volta una mia amica, che chiameremo C (ciao C! :) ) che all'ora di merenda aveva  un'irresistibile voglia di una bella mela (che poi questa cosa di aver voglia di una bella mela io non la capisco, io le mele le mangio per dovere morale. posso aver voglia di un bel gelato, di un bel piatto di pasta, ma di una bella mela no. sono nata cicciona, di padre e di madre). C si fa dunque una passeggiata fino al supermercato piu' vicino per prendersi una succulenta mela di una nota marca, dall'aspetto bellissimo. se ne torna in ufficio con il suo ghiotto bottino e l'acquolina in bocca, e quando tutta contenta addenta la mela, la trova marcia dentro. e allora C, invece di buttarla e andarsi a prendere i tarallini alle macchinette come avremmo fatto tutti, che cosa fa? scrive alla nota marca.
cara nota marca, avevo tanta voglia di una bella mela, ed era marcia, mi avete rovinato la merenda, sono molto molto disappointed, e ora che faccio?

fino a qui sembra solo una normale storia di follia, ma la cosa piu' bizzarra e' che nota marca risponde, scusandosi moltissimo, fornendo dotte spiegazioni sugli esami non invasivi cui sottopone le sue mele una per una, con esaurienti particolari sull'errore di misura degli strumenti (perche' C mica e' una scassapalle qualsiasi, e' una scassapalle scienziata :) ). nota marca invita dunque C ad una visita alla loro azienda con cassetta di mele in omaggio.

l'altro giorno ho trovato un grosso coso bruciaticcio dentro i miei punitivi cereali cruscosi, che gia' di loro poverini sembrano pellet. naturalmente me li so' magnati lo stesso ma, avendo fatto tesoro dell'edificante esperienza di C, finita la colazione ho mandato una mailaccia corredata di foto al signor cereali (caro signor cereali, ecc.). ne ho ottenuto pronta risposta, dotte spiegazioni, e la profferta di invio di una campionatura omaggio. ole'.

(con mio sommo disappunto pero', non sono stata invitata a visitare la fabbrica. moriro' nell'ignoranza di come si fabbrica il pellet)