'vorrei delle albicocche'
'sono buonissime, vuoi assaggiarle?'
'no grazie, ma si vede. hanno il colore delle gote di una fanciulla.'
'eh?'
'fammene un chilo'
'ah. so' un chilo e due, che faccio, lascio?'
dopodiche' nel rincoglionimento invece del varduraio maghrebino di fiducia che vuole convincermi a diventare la sua quarta moglie, incappo di un banco di pakistani, che mi servono in 4 ossequiosissimi chiamandomi tutti e 4 'dea'. difficilmente il mio senso dell'umorismo si sveglia prima che io abbia metabolizzato la colazione, ma devo ammettere che al quarto iniziava comunque a suonare un po' a presa per il culo. ciononostante, la mia scarsa autostima, la superiore qualità dei loro asparagi e l'apprezzabile disinteresse nei confronti del mio passaporto schengen mi stanno facendo considerare la possibilità di cambiare verduraio di fiducia.
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