Wednesday, November 18, 2015

compendio di tricologia benedettiana

chi mi conosce da piu' tempo sa che nella mia ultraconservativa vita tricotica ho avuto 3 tagli di capelli: lungo-corto-medio (con una parentesi frangettone bombato-cerchietto di naj-oleari nella mia ruggente adolescenza negli anni 90, ma vorrei proprio vedere quanti di voi erano presentabili a quell'eta'), tipicamente autoprodotti al grido di tanto ce li ho ricci se so' un po' storti non si vede, dato che nella pluridecennale era del lungo, a 15 anni, il parrucchiere in carica oso' tagliarmi la criniera di mezzo centimetro piu' del richiesto e io da allora giurai odio eterno a tutta la categoria professionale. la confraternita mondiale dei parrucchieri, terribilmente colpita da tale giuramento, cerco' in tutti i modi di farmi cambiare idea, ma io niente, inamovibile. fino ai ventiqualcosa, quando me li sono tagliati cortissimi. stavolta il parrucchiere prescelto era uno che tagliava i capelli ai miei amici masculi e che reputavo un genio dato che riusciva ad ottenere l'illusione di fluenti chiome dalle loro incipienti pelate. risultato: un pomeriggio passato a casa dell'allora fidanzato a piangere con un plaid in testa stile fantasma scozzese perche' mi sembravo un uomo. quando poi tornata a casa mia madre per consolarmi ha detto: 'un uomo? ma no, sei cosi' carina! quanto mi ricordi mio fratello..' ho deciso di reagire e che in fondo il taglio mi piaceva. sono seguiti alcuni anni di corto con frangetta rasata para para che nelle intenzioni doveva fare carmen consoli prima maniera e invece faceva molto ospedale psichiatrico, poi un decennio di medio, fino a questo gennaio quando ho deciso che avevo bisogno di cambiamenti nella mia vita, e visto che cambio lavoro e citta' piu' frequentemente dei calzini, la scelta catartica e' ricaduta sui capelli. data la mia scarsa indole sperimentativa, sono tornata al taglio carmen psichiatrica, affidandomi alle sapienti mani di un parrucchiere cinese (che identificheremo in un parrucchiere cinese solo anche se in realta' sono 3 e no, non e' perche' non li distinguo, si riconoscono fra loro benissimo dal grado di supersayanezza del taglio fashion-asiatico, ma semplicemente per semplicita' narrativa).

parrucchiere cinese: cosa fale? spuntale?
benedetta: no, taglia tutto
p.c.: ma colti colti?
b: vai!
p.c.: sicula?

fino all'estate mi sono sottoposta alla tosatura una volta al mese sotto lo sguardo di muta, profonda disapprovazione di parrucchiere cinese. per farla breve, ora ho deciso di farli ricrescere e sto quindi osservando con interesse scientifico tutte le fasi della ricrescita. siamo passati da liza minelli a carmelo bene, per poi approdare a fantaghiro' e finalmente a scialpi. l'altro giorno sono andata da parrucchiere cinese per farmi accorciare la frangia dato che non riuscivo piu' a schivare in tempo i lampioni per strada, e quando gli ho detto che no, non doveva rasare tutto come al solito, mi ha riservato un approvativo 'ooooooh, finalmente, basta taglio di melda'.

ieri sono andata con un'amica in una mega profumeria e ho deciso che volevo una spazzola tonda per allisciare il frangettone come aveva fatto p.c.. ne ho provata una e niente, groviglio inestricabile, non riuscivo piu' a toglierla. mentre disperavo di uscire dal negozio con la frangia ancora in vita e e mi vedevo passando la fronte sul lettore di codice a barre dicendo 'non me la incarti, la mangio qui' o con la frangia morta attaccata alla spazzola, tutta la mia vita tricotica mi e' passata davanti. alla fine amica e profumiera sono riuscite a liberarmi. altrimenti chi lo sentiva parrucchiere cinese. 

2 comments:

  1. Un tipino franco, questo pc, uno che non la manda a dire...

    ReplyDelete
  2. lui lo fa per educarmi, alla fine dai e dai ha funzionato :)

    ReplyDelete